Quando si parla di fantacalcio, non si parla solo di formazioni e numeri. Si parla di esperti, pronti a gonfiare il petto ed ergersi a maestrini del gioco più bello del mondo. Ah, non è il calcio? Per alcuni sì, per altri no. C'è chi pensa all'asta solo il giorno della stessa e chi invece per tutta l'estate rimane attaccata a calcoli astrusi o precisi che siano, per indiduare la spesa perfetta, la rosa capace di vincere e fare il vuoto davanti a sè. Quella parte di fanta-allenatori, spunta dalla boscaglia dei fantacalcisti della domenica perchè segue tutto, della stagione precedente. Sopratutto la Serie B. E quindi, Miha Zajc.
Volendo essere più precisi, la magica stagione di Zajc all'Empoli, in Serie B, non fu la prima del giocatore sloveno in Serie A. Aveva già mostrato ottime qualità nella massima serie, con cinque presenze e un goal, prima di retrocedere con il club toscano e confrontarsi con una categoria che non pensava di dover affrontare al momento dell'addio all'Olimpia Lubiana. L'Italia è A, la B non rimane nei pensieri.
Non rimane nei pensieri dei fanta-allenatori Zajc dopo quelle cinque presenze, ma solo per quel 2017/2018 in cui ad ogni rete, ad ogni giocata e assist, porta gli scout da salotto di tutta Italia a segnare sul proprio cellulare, o all'antica su un foglio di carta, il suo nome per il fantacalcio di Serie A 2018/2019. Perchè l'Empoli vola, e con lui un giocatore capace di concludere l'annata con otto reti e ben quattordici assist.
Sì, posso prenderlo a basso costo all'asta del fantacalcio, Zajc. Nessuno ragiona come me, nessuno ha visto le statistiche di Serie B. Sbagliato, perchè per il giocatore allora 24enne si scatena l'asta e i rilanci fioccano da ogni parte del tavolo. Gente che si alza in piedi, penne che volano, cellulari fermati prima che possano finire sul muro dopo essere scivolati dalla mano di affamati fanta-allenatori.
Alla fine tutta Italia ha scelto Zajc per la nuova stagione, chi a poco approfittando di colleghi poco avvezzi (o forse più attenti...) alla categoria inferiore alla Serie A, chi pagandolo come se fosse il mix perfetto tra Iniesta, Xavi, Pirlo e Gerrard. Il tempo dirà che solo chi ha buttato un paio di crediti o chi non l'ha preso affatto, potrà dirsi soddisfatto.
Perchè nella dimensione della Serie A, Zajc scompare. O quasi. Venti presenze, tre goal e due assist sono quel bottino che rende faticoso il bottino di chiunque abbia puntato su di lui e per forza di cose, per principio ed orgoglio, continua a schierarlo sempre e comunque. Perchè vuoi che prima o poi non si svegli? Perchè vuoi che appena lo lascio fuori non segni una tripletta e fornisca due assist con un traversone da 10 in pagella?
Zajc ha buoni dati alla fin fine, dai. Gioca nell'Empoli del resto. Non come quelli della Serie B, ma per l'appunto, non è la Serie A. Arriva Iachini, perde il posto da titolare, ma non la fiducia dei club che da un biennio lo stanno seguendo assiduamente per poterlo portare tra le proprie fila. Sì, perchè gennaio arriva come sempre, inesorabile.
Dietro l'angolo del fantacalcio c'è sempre quel terribile morbo detto calciomercato, che tutto crea e tutto distrugge. Crea la cessione, distrugge i sogni di chi aveva puntato su di lui durante l'agosto 2018. Piacere, mi chiamo Fenerbahçe e mi presento con 6,5 milioni di euro più tutto il cartellino di Salih Uçan. Sì, accetto. Gongola lui, gongola l'Empoli, si dispera chi aveva puntato su di lui nel gioco collegato al calcio, ma che non è il calcio. Insomma, quello con fanta prima.
Mai accostato seriamente ad una big europea, Zajc finisce così in Turchia, firmando un quadriennale che vacilla per il futuro interesse del Brescia a inizio 2020. Poi il coronavirus, poi le difficoltà delle Rondinelle e lui, il talentino sloveno, torna ad essere un ricordo sbiadito.
Un ricordo anche per la Serie A, che sembrava aver trovato un nuovo campioncino su cui puntare tutte le sue fiches, andato via senza che nemmeno l'Italia pallonara se ne accorgesse. In quel modo che a sentire il suo nome uno ha bisogno un po' di tempo, nonostante sia passato pochissimo, per inquadrare persona, caratteristiche, sogni e aspettative.
In Turchia segna tre goal, dimenticandosi però di quella vecchia qualità che l'aveva reso celebre, l'assist. Non è più un uomo decisivo con il passaggio tra i piedi, aspetta solo qualcuno che possa renderlo di nuovo partecipe di un mondo di grande pallone.
Certo, può ancora sbocciare al Fenerbahce, ma occhio ad un ritorno in A. Per ricordare a tutti il suo nome e insinuare il dubbio ai suoi vecchi fanta-allenatori: stavolta mi dovrei fidare di lui?


