"È uno dei più grandi di tutti i tempi, non ci sono dubbi". Andres D'Alessandro non ha esistazioni nell'inserire il suo ex compagno di nazionale Lionel Messi nella cerchia ristretta dei più forti calciatori della storia del calcio. Il 40enne centrocampista argentino, che ora milita nel Nacional, in Uruguay, parla a Goal della 'Pulga':
"Ho giocato con Leo per un lungo periodo. C'ero il giorno del suo esordio, nel 2005 contro l'Ungheria, ed ero con lui anche quando era più giovane. Già si vedeva di cosa era capace. La cosa più impressionante è che sta mantenendo standard elevati per un periodo molto lungo, una cosa difficilissima nel calcio. Continua a fare la differenza e questo dimostra che tipo di giocatore è. Penso che possa giocare fino a 40 anni. Per essere il migliore al mondo devi esserlo prima mentalmente e lui ha dimostrato di essere il numero uno anche a livello personale. Alcuni calciatori perdono le motivazioni: Leo, invece, vuole sempre vincere e dopo aver raggiunto un record vuole subito superarlo e raggiungerne altri".
Getty ImagesD'Alessandro ha parlato anche dell'Argentina, impegnata nella Copa America :
"La squadra sta bene, sta crescendo e ha dimostrato di essere competitiva. È propositiva e ha già fatto vedere di saper tenere la palla, pressare e dominare il gioco".
Il confronto tra Messi e Maradona? D'Alessandro non ha dubbi:
"Chi lo fa si sbaglia completamente. Maradona è unico, non ci sarà mai un altro giocatore come lui. Ne parliamo al presente, come se fosse ancora qui, perché a volte non riusciamo ancora a credere che se ne sia andato".
Il classe 1981 esalta il lavoro di Marcelo Bielsa, suo ex tecnico e oggi al Leeds:
"È stato il miglior allenatore che abbia mai avuto, senza ombra di dubbio. Un uomo che vive per il calcio e per questo lo chiamano 'El Loco': a volte è ossesionato dal suo lavoro e questo lo rende speciale. L'ho incontrato nel momento perfetto. Mi ha reso un giocatore e una persona migliore. Prendeva uno per uno dopo le partite e ci spiegava tutti gli errori. Ai calciatori non sempre piace perché si sentono in imbarazzo, ma mi ha fatto crescere".


