Non c'è solo il calcio nel passato di Cristiano Ronaldo. L'asso della Juventus, in un'intervista doppia col pugile Gennady Golovkin disponibile su DAZN nel documentario 'Parallel Worlds', ha parlato del suo rapporto con gli altri sport.
In particolare Ronaldo ha rivelato di aver provato proprio la boxe, ritenuto dal portoghese più difficile del calcio.
"Quando ero al Manchester United un allenatore faceva boxe con me. Penso che praticarla possa fare bene a un calciatore perchè acuisce i tuoi sensi e impari a muoverti. La boxe è più difficile perchè quando gareggi sei solo. Non credo che avrei potuto fare il pugile, è dura. Giocare a calcio è la mia passione, ma poi guardo altri sport in televisione. Tra una partita di calcio o un match di boxe o UFC, scelgo la seconda opzione".
Anche l'età ovviamente influisce sul rendimento di uno sportivo ma Cristiano Ronaldo, nonostante abbia già compiuto 35 anni, è ancora al top.
"A 33 anni inizi a pensare di essere in discesa ma io voglio continuare a giocare a calcio. La gente potrebbe pensare: "Cristiano è stato un giocatore incredibile ma adesso è lento". Non voglio che questo accada. Puoi prenderti cura del tuo corpo ma non è questo il problema. Dipende dalla tua testa, dalla tua motivazione ed esperienza. Federer ad esempio ha 39 anni ed è ancora al top".
Infine il numero 7 della Juventus ripercorre la sua difficile infanzia e il traumatico distacco dalla sua famiglia d'origine.
"Sono nato sull'isola di Madeira e all'età di 11 anni lo Sporting è andato a parlare con i miei genitori. Hanno detto loro che erano interessati ma mi sarei dovuto trasferire a Lisbona. Quando ho parlato con loro mia madre mi ha detto: "Figliolo, se è così e vuoi, vai". Ho pianto tutti i giorni perchè mi mancavano. Questo è stato il mio momento più difficile al pari della perdita di mio padre".


