Ha da poco compiuto 19 anni ma Lorenzo Colombo sembra decisamente più grande di quanto recita la sua carta d’identità. Non nei tratti somatici, che tradiscono la sua giovane età, ma nelle risposte mature e ponderate, quasi sorprendenti per un ragazzo classe 2002. Born ready, nato pronto: Lorenzo ha dimostrato anche in campo che le responsabilità non lo spaventano di certo.
Nel corso dell’intervista a Goal, dopo essere stato inserito nella classifica di NXGN, che celebra i 50 migliori talenti Under 19 del mondo, Colombo ha ripercorso i primi passi della sua carriera, dagli esordi col Milan al passaggio alla Cremonese, fino alla chiamata di Nicolato per la fase a gironi degli Europei Under 21.
Una crescita continua, arrivata dopo il momento più difficile, legato alla frattura del quinto metatarso del piede destro rimediata nell’ottobre del 2019, che lo ha costretto a saltare il Mondiale Under 17.
“Di quel momento mi porto dentro sicuramente la voglia di fare la cosa che amo di più, di rappresentare la maglia azzurra, di rappresentare un paese intero. Quella situazione è stata un punto basso perché ho dovuto rinunciare al Mondiale ma la cosa più importante è continuare a guardare avanti, ci saranno altre occasioni per rappresentare la maglia azzurra”.
Tre mesi di stop, il rientro col botto con la Primavera del Milan, con la tripletta rifilata al Cittadella nel giro di 45 minuti e le successive quattro reti in altrettante partite, prima di spiccare il volo verso la prima squadra, subito dopo l’interruzione dei campionati per la diffusione dell’epidemia.
Il 12 giugno 2020 comincia la carriera tra i professionisti di Lorenzo, che subentra a Paquetá al minuto 82 della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus.
“Non mi ricordo cosa mi ha detto Pioli, in quelle situazioni prevale l’emozione. Di solito quando si fanno gli esordi si tende sempre a entrare un po' spensierati, personalmente mi sono passate davanti tante immagini in quel momento, le immagini di tutto il mio percorso nel settore giovanile, di tutti gli sforzi e sacrifici che ho fatto durante gli anni. E’ stato veramente un grande premio personale, lo possiamo definire così”.
Il meglio deve ancora venire, perché dopo l’esordio in Serie A a fine campionato contro il Bologna, nella stagione successiva Colombo è di fatto l’unico centravanti di ruolo alle spalle di Ibrahimovic. E proprio l’assenza dello svedese gli spalanca le porte dell’undici titolare in occasione dei preliminari di Europa League contro il Bodo Glimt. Risultato? 3-2 per il Milan, rossoneri qualificati ai gironi e il nome di Lorenzo sul tabellino.
“Quella rete ha avuto un sapore specialissimo perché noi attaccanti viviamo per il goal. Dovevo farmi trovar pronto in quella situazione perché c’era stata poche ore prima la notizia della positività di Ibrahimovic, dovevo rispondere con i fatti e ho cercato di immagazzinare tutta la voglia, tutta la forza che avevo e per fortuna è andata bene”.
Per un ragazzo che sogna di diventare un grande numero 9 quale miglior maestro se non proprio Zlatan Ibrahimovic…
“Potersi allenare con lui è una fortuna immensa e inspiegabile. Ibrahimovic come tutti sappiamo ha fatto la storia del calcio, ritrovarselo ad inizio carriera nella stessa squadra è un privilegio che in pochi hanno. Io sono stato molto fortunato, ho cercato di prendere tutto quello che potevo, soprattutto osservandolo, osservando i dettagli, spero che mi possa servire in futuro”.
Allenarsi con un vincente come Ibra, che anche nelle partitelle pretende sempre il 100%, è stato estremamente formativo per Colombo.
“A me personalmente aiuta molto il suo rimprovero, perché lui durante gli allenamenti si aspetta sempre il massimo e non puoi mai sbagliare, se sbagli arriva il suo rimprovero. Per me questa è una cosa costruttiva, ti fa stare sul pezzo, ti porta ad alzare l’asticella e ovviamente alzando l’asticella si migliora. Devo ringraziarlo per questo, il suo modo di fare aiuta secondo me”.
Il grande idolo d’infanzia del ragazzo cresciuto a Burago di Molgora, in provincia di Monza, era un altro carismatico bomber: Gabriel Omar Batistuta.
“Batistuta è uno dei migliori attaccanti della storia. Questa mia passione per lui nasce nei Pulcini al Milan, avevo i capelli molto lunghi, come lui biondi, e un allenatore mi ha accostato a lui oltre che per la somiglianza fisica anche per quanto riguarda un tiro potentissimo”.
L’allenatore che invece lo ha lanciato nel calcio dei ‘grandi’ e lo ha seguito nel passaggio di categoria è invece Stefano Pioli, la cui guida ha permesso a tutto il Milan di migliorare notevolmente rispetto alla scorsa stagione.
“Mister Pioli è sicuramente un ottimo allenatore, lo ha dimostrato. Una dote importante che ha secondo me è il dialogo con il gruppo: c’è anche un rapporto umano tra il gruppo e il mister, questa è una cosa fondamentale perché alla lunga, soprattutto nelle partite che contano, questi valori devono emergere per dare qualcosa in più e portare il risultato a proprio favore”.
GoalA gennaio poi è arrivata la prima, vera svolta della carriera di Colombo che, complice anche l’approdo in rossonero di Mario Mandzukic, decide di continuare il suo percorso di crescita in prestito alla Cremonese, la società che più di tutte ha spinto per assicurarsi le prestazioni del giovane centravanti brianzolo.
“E’ stata una scelta mia, il Milan ha detto proprio che la scelta era totalmente mia, se fosse stato per loro potevo anche restare lì. Sicuramente questa libertà di scelta mi ha fatto ragionare molto e alla fine ho pensato che andare via in prestito fosse la scelta giusta per crescere, perché l’importante è poter giocare e avere la possibilità di sbagliare e di capire le situazioni di gioco. Poi quando un direttore del calibro di Braida ti cerca come fai a dire di no…”.
L’impatto con la Serie B non è stato dei più semplici, ma Colombo ha dimostrato di non essere certo tipo da tirarsi indietro davanti alle difficoltà.
“La Serie B è un campionato sicuramente difficile, ti affronti con gente esperta, a parer mio è un campionato molto fisico, con meno qualità rispetto alla Serie A ovviamente. Può aiutare sicuramente a crescere nel contatto fisico e come ho detto prima nel riconoscere le situazioni di gioco. Sicuramente mi aspettavo di giocare un pochino in più però queste scelte le prende il mister. Io penso di dare il massimo sempre in ogni allenamento e in ogni partita quando entro, spero di poter fare ancora di più in queste ultime giornate per poter concludere la stagione ancora in un modo migliore”.
A Cremona Lorenzo ha trovato davanti a sé un bomber navigato e di grande spessore come Ciofani.
“Daniel è sicuramente un attaccante forte, ha una grandissima esperienza, ho un bel rapporto con lui, a volte mi dà consigli, anche io cerco tanto di osservarlo, secondo me lui è molto forte nella protezione della palla, nel far salire la squadra, nell’aiutare la squadra nei momenti difficili della partita”.
Come Colombo a gennaio è approdato in grigiorosso anche un’altra promessa dell’Under 21, Marco Carnesecchi, protagonista nella fase a gironi degli Europei di categoria. Dopo Donnarumma un altro giovane portiere italiano di talento come compagno di squadra per Lorenzo…
“Posso dire che ho giocato con due portieri di altissimo livello, ma veramente altissimo. Marco è fortissimo, lo ha dimostrato con l’Under 21, ha fatto delle parate importantissime, e sicuramente anche lui avrà un futuro molto importante davanti perché ripeto che è veramente forte”.
GettyProprio durante l’ultima gara della fase a gironi degli Europei, contro la Slovenia, è arrivato l’esordio con l’Under 21 di Colombo, convocato in extremis da Nicolato vista l’indisponibilità di Pinamonti.
“Sicuramente mi ha sorpreso perché è una chiamata importante però devo dire la verità, un po’ ci speravo. Io cerco di lavorare sempre al massimo, penso di aver fatto bene quando sono entrato e in generale ovviamente fa un piacere immenso rispondere alla chiamata dell’Under 21 per un Europeo. Questo passaggio del turno a parer mio è meritatissimo perché oltre alle caratteristiche tecniche e fisiche c’è stato l’impegno totale del gruppo”.
L'obiettivo di Lorenzo è di essere tra gli azzurrini che a fine maggio, ai quarti di finale, affronteranno il Portogallo, una delle corazzate di questo Europeo.
“Sicuramente è una delle favorite, ha una squadra molto forte, dei giocatori presi singolarmente molto forti, con Leao che probabilmente spicca fra tutti, ma anche noi abbiamo le nostre qualità, siamo l’Italia e possiamo giocarcela benissimo come insegna la storia”.
