Pubblicità
Pubblicità
Joaquin Correa Juan Sebastian Veron Estudiantes 2012Goal

Correa, Zapata e il maestro Veron: l'Estudiantes 2012, una rosa da videogames

Pubblicità
Archivio Storie

Provate a chiudere gli occhi e immaginare una squadra che possa contare sulla potenza e il fiuto del goal di Duván Zapata, la tecnica e la velocità di Joaquin Correa, la classe innata e la visione di gioco di Juan Sebastian Veron, la ‘garra’ e la gamba di gente come Enzo Perez e Mariano Gonzalez. Sembra una di quelle rose costruite su Football Manager o a FIFA, abbinando leggende del passato e campioni del presente. Ma è stata realtà.

Scorrere la lista dei giocatori a disposizione del tecnico Juan Manuel Azconzabal nell’Estudiantes de La Plata nel Clausura 2012 è un esercizio di stile che regala storie meravigliose. A partire dal debutto in prima squadra dell’allora 17enne Joaquin Correa, ‘El Tucu’, considerato un autentico predestinato ai tempi del ‘Pincha’. Quello che oggi è uno dei punti di forza dell'Inter ha cominciato la sua avventura tra i professionisti dando ‘il cinque’ a un altro protagonista dell’odierna Serie A, Duván Zapata, che all’epoca aveva appena conquistato la maglia da titolare nell’Estudiantes. E’ il 19 maggio 2002 e nei minuti finali della gara contro il Banfield Martin Zuccarelli (allenatore ad interim dopo l’esonero di Azconzabal) regala al ‘Tucu’ la gioia dell’esordio, gettandolo nella mischia proprio al posto dell’allora 21enne attaccante colombiano, autore di uno dei tre goal che permetteranno ai biancorossi di sbancare l’Estadio Florencio Sola.

Ancora Correa, da subentrante, figura tra i ricordi indelebili di quella stagione, in una sorta di passaggio di consegne generazionale in quella che sarebbe dovuta essere l’ultima partita davanti al proprio pubblico di Juan Sebastian Veron: penultima giornata del Clausura, l’Olimpo di Bahia Blanca come sparring partner e una maglia celebrativa con le scritte ‘Gracias Bruja’ e ‘Bruja Eterna’ ad omaggiare il più grande giocatore della storia del club. Che non a caso non riuscirà a stare poi così tanto lontano dal ‘Leon’, tornando a calcare lo stadio Ciudad de La Plata poco più di un anno dopo.

Per Veron Correa è sempre stato l’allievo prediletto, come raccontato nel 2019 al ‘Corriere dello Sport’.

“Nel 2012, o poco prima, ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra. Io stavo lasciando il calcio, Joaquin prendeva parte alle prime partite con l’Estudiantes e il suo talento si vedeva. Ci allenavamo a battere le punizioni, a come posizionare il corpo per calciare. Gli ho dato dei consigli, pensate che molte volte l’ho sgridato, ma Correa si è fatto da solo”.

Duvan Zapata - EstudiantesFotoBaires

Ma ritorniamo a Duván, che l’Estudiantes preleva dall’America de Calì dopo il Mondiale Under 20 2011: subito in goal all’esordio contro il Belgrano, poi un infortunio alla caviglia a condizionarne tutto il torneo Apertura. Il ritorno, da protagonista, nel Clausura, con 4 goal in 8 presenze, appropriandosi del ruolo di centravanti titolare nel finale di stagione nonostante la concorrenza di un altro giovane molto promettente come Guido Carrillo (in Europa con Monaco, Southampton, Leganes, Elche) e soprattutto del ‘Tanque’ Boselli, reduce dalla non esaltante esperienza al Genoa ma rinato con la casacca biancorossa.

Chi era assolutamente intoccabile in quella squadra era ‘la Gata’ Fernandez, altro personaggio iconico per l’Estudiantes e per il calcio argentino di quegli anni. Seconda punta o trequartista a seconda delle esigenze tattiche, estro da vero numero 10, autore di una delle sue migliori stagioni a livello personale. Un ostacolo troppo arduo da superare per l’allora 20enne Carlos Carbonero: il colombiano, che arriverà in Italia qualche anno dopo per indossare le maglie di Cesena e Sampdoria, è costretto a far le valigie prima dell’inizio del Clausura, trasferendosi all’Arsenal de Sarandì.

Ma la rosa di quell’Estudiantes è una vera e propria miniera: dall’ex interista Mariano Gonzalez al quotatissimo Enzo Perez, esploso proprio con il ‘Pincha’ nelle stagioni precedenti e rientrato in prestito a La Plata per recuperare la forma dopo un grave infortunio al ginocchio. Per non parlare di Gabriel Mercado, titolarissimo sulla fascia destra, alla sua ultima stagione prima del passaggio al River Plate; o di chi incrocia il suo destino con l’Italia, come Jonathan Silva (intravisto a Roma nel 2018) o Mariano Andujar, come Perez tornato all’Estudiantes proprio in occasione di quel Clausura, in prestito dal Catania.

Una squadra profonda, ricca di talento, agonismo, personalità. Ma vi chiederete, come andò quel campionato? 27 punti in 19 partite, un anonimo 9° posto e il già citato esonero del ‘povero’ Azconzabal, finito oggi in Cile alla guida dell’Antofagasta. La sua è forse l’unica carriera a non essere decollata ma a 45 anni ha ancora il tempo di rifarsi. Mal che vada potrà raccontare ai nipoti di “quella volta che ho allenato Veron, Zapata e Correa…”.

Pubblicità
0