I cori razzisti nei confronti di Dusan Vlahovic hanno delle conseguenze: 9 tifosi dell'Atalanta, presenti al Gewiss Stadium domenica scorsa in occasione dell'anticipo di mezzogiorno e mezzo contro la Juventus, sono stati colpiti da altrettanti provvedimenti di DASPO. A comunicarlo è stata la Questura di Bergamo.
"Sono 9 i provvedimenti di D.A.S.P.O. (Divieto di accesso alle manifestazioni sportive) firmati dal Questore della Provincia di Bergamo, in fase di notifica - si legge nel comunicato - Impediranno l’accesso per un periodo che andrà da 1 a 5 anni, nei confronti di altrettanti tifosi che si sono resi responsabili di ripetuti cori, con evidente sfondo di discriminazione razziale, nei confronti di un giocatore della squadra avversaria, durante l’incontro di calcio disputato lo scorso 7 maggio.
Condotte di estremo disvalore sociale e morale che hanno comportato l’unanime condanna dell’evento.
Gli accertamenti hanno permesso di individuare chiaramente i tifosi destinatari della misura suddetta, attraverso la visione delle immagini tratte dal sistema di videosorveglianza.
Per due tifosi, oltre al provvedimento del D.A.S.P.O., si aggiungerà la richiesta dell’obbligo di firma in occasione delle future partite dell’Atalanta, in quanto si erano già resi responsabili di atti violenti nel corso di precedenti incontri di calcio, già sanzionati.
Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare altri soggetti che hanno partecipato ai cori discriminatori".
I fatti incriminati, come detto, si sono svolti domenica nel secondo tempo di Atalanta-Juventus: Vlahovic è stato apostrofato con epiteti come "zingaro" e, dopo aver segnato la rete del definitivo 2-0 bianconero, ha reagito esultando con le mani sulle orecchie verso coloro che lo stavano insultando.
Ammonito dal direttore di gara, Daniele Doveri di Roma, Vlahovic verrà però graziato dalla FIGC. Proprio come accaduto qualche settimana fa con Romelu Lukaku dopo il celebre Juve-Inter di Coppa Italia. Ad annunciarlo giovedì è stato il presidente della Federazione, Gabriele Gravina.
"C'è una competenza politica, etica e di civiltà della quale mi assumo la piena responsabilità, esercitandola nei limiti consentiti dal buon senso e dal diritto, ha spiegato Gravina all'Ansa. È quello che ho fatto e che farò se dovessero verificarsi le stesse condizioni nel caso Vlahovic".
La nostra Federazione, ma tutto il mondo dello sport è contro ogni forma di razzismo, contro i razzisti, di qualunque forma e colore, Lukaku e Vlahovic che siano, non facciamo distinzione di maglie. Siamo tutti uniti per combattere questa piaga che è riapparsa in maniera prepotente".
