Dall'Italia all'Italia. Sempre dall'esterno, sempre sbirciando dal buco della serratura. Sebastien Corchia, terzino del Nantes che giovedì sera sfiderà la Juventus in Europa League, è un nostro connazionale, ma solo per metà: il padre è italiano, la madre francese. Lui, Sebastien, ha il doppio passaporto. Ma per adesso, almeno in ambito calcistico, non gli è servito.
Corchia non ha mai giocato in Serie A. Anche se in passato ha apertamente confessato il proprio sogno a tinte azzurre. Anzi: il suo mondo si è quasi completamente limitato alla Francia. Alla Ligue 1, dove oggi indossa la maglia del Nantes e dove in passato si è fatto notare con Sochaux e Lille, e ai Bleus. Didier Deschamps lo ha convocato una volta nella nazionale maggiore, qualche anno fa, dopo la trafila nelle giovanili con tanto di fascia di capitano dell'Under 21.
Nel 2018, in prestito dal Siviglia al Benfica, Corchia si è concesso in esclusiva ai microfoni di GOAL. E ancora una volta ha confessato il proprio stato d'animo di ragazzo diviso, metà cuore francese e l'altra metà italiana. Con la speranza, magari, di essere notato anche da noi.
"Vedo nel Benfica - diceva - la possibilità di riconquistare la maglia della Francia o chissà, magari quella dell'Italia.Sono mezzo italiano e mezzo francese. Ero fiero di essere il capitano dell'Under 21 della Francia ma non escludo nulla".
È un dilemma che Sebastien si è portato avanti praticamente per tutta la vita, e non solo in ambito professionale: tempo fa ha confessato il proprio imbarazzo in famiglia per la finale dei Mondiali 2006 tra Italia e Francia. Aveva 16 anni e sognava, un giorno, di vestire la maglia di una delle due. Non importava quale.
Conte, Ventura e Mancini non lo hanno preso in considerazione nonostante la sua eleggibilità, neppure quando le belle prestazioni col Lille gli erano valse la prestigiosa chiamata del Siviglia. Deschamps come detto sì, anche se solo in un'occasione: una ventina di minuti, da subentrato, in un'amichevole del novembre 2016 contro la Costa d'Avorio.
Poi, improvvisamente, qualcosa si è inceppato. Soprattutto dal punto di vista fisico. Tra 2019 e 2020 Corchia si è rotto un ginocchio ed è rimasto fermo per un anno. Poi, come se non bastasse, si è pure preso il Covid. Da lì è iniziato un declino che lo ha portato lontano dal top, tra Espanyol e Nantes. Porte definitivamente chiuse, sia dalla Francia che dall'Italia.
A Nantes Corchia non è un titolare: nella prima parte della stagione ha messo assieme 18 spezzoni di partita in Ligue 1, ma solo tre di questi partendo dall'inizio. L'ultima volta in cui il tecnico Kombouaré lo ha schierato dal primo minuto in campionato risale a fine dicembre, 0-0 in casa del Troyes. Insomma, i glory days sembrano essere alle spalle.
Però attenzione: giovedì potrebbe toccare a lui. Perché in Europa League sì, Corchia può essere considerato un titolare: ha giocato dall'inizio quattro delle sei partite del girone. Ironia della sorte, considerando che si parla di uno che ha il sangue per metà italiano, la partita d'andata a Torino sarà la sua prima contro una nostra rappresentante. Non è mai troppo tardi. Nemmeno a 32 anni.




