Italia di misura, Conte felice a metà: "Potevamo fare di più ma non abbiamo subito nulla"

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Il ct azzurro non è pienamente soddisfatto della prova offerta a Malta: "Ma loro hanno pensato solo a difendersi. La Croazia? Ci dirà a che punto siamo arrivati".

L'Italia vince di misura contro Malta ma non convince come, invece, avrebbe dovuto visto l'avversario modesto. Per portare a casa i tre punti basta l'acuto nella prima frazione di gioco di Graziano Pellè, in rete all'esordio ufficiale con gli azzurri.

Intercettato al termine del match, il commissario tecnico Antonio Conte non appare molto soddisfatto per la prova offerta dalla squadra anche se ciò che conta è il risultato: "Dovevamo fare di più in fase realizzativa, anche se abbiamo preso 4 pali. Era la seconda partita in tre giorni, qualcuno ha accusato la fatica" le sue parole alla 'Rai'.

L'allenatore può, tuttavia, sorridere guardando alla classifica con l'Italia che figura al primo posto insieme alla Croazia: "Anche oggi non abbiamo rischiato praticamente niente, ci siamo complicati vita con l'espulsione di Bonucci che per me non c'era. Abbiamo comunque vinto quattro partite su quattro".

L'impegno di novembre sarà particolarmente gravoso visto lo scontro diretto con la squadra di Kovac: "Dobbiamo continuare a lavorare consapevoli che ci sono margini di miglioramento. Possiamo migliorare ma dobbiamo avere fiducia e morale. Aspetto con grande voglia la partita con la Croazia".

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In conferenza stampa, poi, difende la prestazione della sua Italia nonostante il successo striminzito: "Mi aspettavo una vittoria, e c'è stata. Malta ha pensato unicamente a difendersi, noi probabilmente abbiamo abbassato la tensione una volta rimasti in superiorità numerica. La Croazia? E' una gara che ci dirà a che punto siamo arrivati dopo due mesi".

Ancora: "Non dimentichiamoci che questa squadra ha vinto 4 partite su 4 dopo il disastro fatto in Brasile". Vero, ma il gioco continua a non convincere: "Il problema è che ci sono tanti giocatori che giocano titolari qui e non lo sono nei rispettivi club. Anche se così la nazionale diventa anche una vetrina per mettersi in mostra nei confronti dell'allenatore di club".

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