Lo 0-0 contro lo Shakhtar Donetsk ha sancito l'eliminazione della Champions dell'Inter che, in virtù del quarto posto nel girone, rimarrà anche l'unica esperienza europea in questa stagione per la squadra di Antonio Conte.
Il tecnico salentino ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia della trasferta alla 'Sardegna Arena' di Cagliari, nel 'lunch match' dell'undicesimo turno di Serie A. Non ci sarà nuovamente Vidal.
"Col Cagliari mi aspetto una gara tosta e difficile, contro di loro è sempre così. Dobbiamo essere bravi a giocare nella maniera giusta fin dai primi minuti. Vidal ha ripreso a lavorare ma è ancora out. Bisognerà riportarlo nelle migliori condizioni rispettando i tempi di recupero".
La batosta europea dovrà servire da spunto per ripartire e cercare di evitare in futuro gli errori commessi.
"L'uscita dalla Champions è stata dolorosa sia per me che per i calciatori. Ci credevamo. Avevamo rimesso in piedi una situazione difficile. Dispiace uscire così, senza fare goal. Dobbiamo metabolizzare e alzare subito la testa, anche se il morale non è alle stelle".
Conte ha chiesto pazienza ai tifosi, impazienti di tornare a vincere dopo dieci anni di vacche magre.
"C'è qualcuno che in questo momento sta godendo, ma non dobbiamo prestargli il fianco per permettergli di distruggere quello che abbiamo fatto in un anno e mezzo. Vedo troppa negatività, in futuro potrebbero vedersi i frutti. Bisogna rimanere uniti, siamo tornati ad avere una credibilità. Capisco l'impazienza dopo dieci anni, ma quando si riparte dalle fondamenta è necessario più tempo. Costruite quelle si può fare un grattacielo, come i tifosi dell'Inter meritano. Facciamoci trovare compatti, stiamo lavorando bene e penso si veda. Chi vuole il male dell'Inter cerca la distruzione, noi vogliamo il bene e cerchiamo la costruzione".
L'obbligo di vincere a tutti i costi non c'è ora e non c'è mai stato prima.
"La proprietà è stata chiara, mi ha parlato di un percorso di crescita e di valorizzazione di alcuni giocatori. La proprietà è stata chiara con me e i dirigenti ad agosto, dicendo che la situazione finanziaria sarebbe stata difficile a causa del Covid e che ci sarebbe stato un rallentamento. Credo che le dichiarazioni di ieri del presidente siano quelle che avete letto. L'eliminazione in Champions brucia tanto, chi mi conosce bene sa come la sto vivendo".
Conte non ha mai perso le speranze di vedere finalmente un Eriksen diverso e decisivo come ai tempi del Tottenham.
"Voi vedete Eriksen in partita, ma il compito di un allenatore è migliorare i giocatori. Con lui e con tutti gli altri sto facendo proprio quello. Magari con lui ci vorrà più tempo, poi sboccerà e mostrerà il suo talento".
La differenza tra l'Inter chi giocherà ancora le coppe è, al momento, davvero minima.
"Ora c'è rimasto il campionato e dobbiamo concentrarci su questo. Da qui a febbraio non c'è nulla di particolare, per ora abbiamo due gare in meno da giocare rispetto alle altre".
Tra gli alibi anche le assenze causate dall'emergenza Coronavirus, anche se parlarne non è uno dei compiti spettanti all'allenatore, come ribadito dallo stesso Conte.
"Quando ho preso in mano l'Inter, sicuramente non era ad un livello top. Mi è stato detto e lo sapevo, io ho voluto mettermi gioco sotto tutti i punti di vista. Oggi ci sono difficoltà che in estate non c'erano, il Covid ne ha portate tante ma non è giusto che ne parli io, parlerà il club. Io devo stare zitto e lavorare, dando tutto e mettendoci la faccia. Che metto sempre".




