Condanna confermata per Vincenzo Iaquinta, ex attaccante di Udinese e Juventus oltre che campione del mondo con l'Italia nel 2006.
La Corte d'Appello ha condannato Iaquinta a due anni di reclusione per il caso Aemilia, con la sospensione condizionale della pena. Riduzione di sei anni invece, da diciannove a tredici, per il padre Giuseppe che è accusato di associazione mafiosa.
Il PM aveva inizialmente richiesto sei anni per Vincenzo Iaquinta, che ha sempre fermamente respinto le accuse.
"Sono sicuro al 100% dell’innocenza di mio padre. Credo nella giustizia e lotterò fino alla fine. A essere famosi ci sono i pro e i contro. I giornali mettono solo: due anni a Iaquinta per ’ndrangheta, maledizione! Solo sentire la parola ‘ndrangheta mi fa paura".
Già in primo grado per l'ex attaccante era peraltro caduta l'aggravante mafiosa, mentre sono rimaste in piedi le accuse relative al possesso d'armi. Accuse confermate dalla sentenza d'appello.
