La carriera agonistica di Bruno Cirillo si è interrotta nel 2015, dopo la quinta esperienza diversa col club del suo cuore, la Reggina: a 38 anni ha detto basta per dedicarsi ad altro, anche se la strada verso la nuova realtà è stata spesso irta di ostacoli.
Intervistato da 'Il Foglio Sportivo', Cirillo racconta il suo percorso a partire dal fastidio provato per l'associazione costante all'episodio che lo vide protagonista con Marco Materazzi, reo di averlo colpito duramente su labbro e zigomo in un Inter-Siena del 2004.
“Anche se dispiace che oggi mi riconoscano associandomi a quel momento perché io sono stato tanto altro. Non certo un fenomeno, ma comunque un protagonista. Credo di aver fatto un bellissimo percorso e ne vado orgoglioso”.
L'avventura all'Inter, risalente alla stagione 2000/01, resta tra le pietre miliari della storia di Cirillo.
“Mi volle Lippi. Quella lì era una squadra gigantesca. Laurent Blanc, ogni giorno, a fine allenamento, mi chiamava per fare tecnica. Provavamo a prendere le traverse, il vincitore avrebbe poi pagato il caffè all’altro. E poi c’era Ronaldo, il Fenomeno, che quando ti puntava era ingiocabile. Uno spettacolo. Un giorno gli dissi: Ronie, facciamo una foto al volo? Mi guardò e rispose: perché me la chiedi? Era tutta lì, l’umiltà di uno dei migliori della storia".
Il periodo intercorso tra il ritiro e la nuova esperienza da specialista dello scouting è stato traumatico.
"Un periodo molto buio, di panico e depressione. Il distacco dal campo fu traumatico, soffrii per circa due anni. Per lasciarti tutto alle spalle serve una grande forza interiore e per fortuna oggi sto meglio, ma non è stato semplice. Le persone fanno fatica a capirti perché se non ne hai mai sofferto, non puoi essere realmente d’aiuto. Io ero diventato totalmente un altro e perciò mi feci aiutare da alcuni professionisti. La differenza però, alla fine, sei sempre tu a farla".
Fortunatamente, Cirillo è uscito da quel brutto tunnel: ora può andare orgoglioso della sua GEV Sport & Management, un'agenzia che conta circa 70 assistiti, tra cui Lorenzo Insigne, Armando Izzo e Danilo D'Ambrosio.
“Stiamo provando a fare tutto il possibile per offrire un servizio totale. Quando giocavo io al massimo ti trovavano una squadra, oggi un’agenzia credibile ti supporta in ogni aspetto: social, diritti d’immagine, viaggi, commercialista, medici, burocrazia. E noi vogliamo essere sempre più credibili e strutturati".
