Lunga intervista quella rilasciata dal difensore dellaJuventus Giorgio Chiellini al Daily Mail. Si è parlato della sua carriera, della nazionale italiana, della sua adesione a 'Common Goal' e di tanti altri argomenti.
Riguardo l'adesione al progetto creato da Juan Mata non ha avuto dubbi. "Non so se con questo mio gesto posso effettivamente cambiare le cose ma mi basterebbe poter far sì che qualche bambino possa tornare a sorridere. Il nostro ruolo è importante, perchè i bambini seguono tutto ciò che facciamo e che diciamo. Dobbiamo dare l'esempio ed aiutare determinati bambini ad avere il potere di decidere delle loro vite".
Al contrario di molti non ritiene che gli emolumenti nei confronti dei giocatori siano eccessivi. "E' sbagliato dire che ci dobbiamo sentire a disagio per la nostra ricchezza. Faccio anche io i miei sacrifici e non vedo perchè non dovrei guadagnare quello che attualmente guadagno. So però di essere fortunato e di avere il dovere di aiutare chi lo è di meno".
Anche perchè ha costruito la sua carriera sul lavoro duro. "Non sono nato con molte capacità tecniche e non sono mai stato il migliore della mia fascia d'età, ho sempre saputo che per arrivare ad un determinato livello dovevo lavorare sodo. Non sono bello da vedere, ma nel corso di questi anni grazie al lavoro sono sempre migliorato. Adesso a 34 anni sto vivendo la mia migliore stagione. Nessun segreto, solo passione e lavoro".
Solo elogi per l'ex tecnico bianconero e della nazionale italiana Antonio Conte. "Conte è come un sergente di polizia tutto il giorno, non solo durante gli allenamenti. Quando finisci una seduta con lui ti senti morto. Crede in quello che fa. Quando siamo stati 40 giorni in Francia insieme a lui è stato come entrare in un altro mondo. Crea un'atmosfera tale nella quale tutti danno tutto per i compagni, per questo motivo lo considero uno dei migliori".
A proposito di nazionale, sarà brutto guardare i mondiali da casa. "Guardare il mondiale sarà come un pugno nello stomaco. Leggerò qualcosa e vedrò anche i risultati ma non penso di avere la forza di sedermi davanti alla televisione per vedere le partite".
Getty ImagesEd uno dei responsabili indiretti di quanto accaduto agli azzurri è lo spagnolo Pep Guardiola. "Guardiola ha rovinato i difensori italiani. Parliamo di un allenatore fantastico, ma negli ultimi 10 anni i tecnici italiani hanno provato ad imitare il suo modo di lavorare e per questo motivo abbiamo perso la nostra identità.
Negli ultimi 10 anni, a parte Bonucci, non abbiamo lanciato buoni difensori come sono stati per esempio i vari Maldini, Scirea, Baresi, Cannavaro, Nesta, Bergomi, Gentile. Spero che adesso si possa ricominciare a rilanciare il calcio italiano. La mancata partecipazione alla Coppa del Mondo è la prova dei nostri problemi".


