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Alberigo Evani Milan

Chi è Alberico Evani, ct a interim dell'Italia: dal Milan a USA 94

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Senza Roberto Mancini, trovato positivo al Covid-19 lo scorso 6 novembre, tocca ad Alberico Evani. Sarà lui a guidare l'Italia nelle tre sfide in programma nel mese di novembre: l'amichevole contro l'Islanda di mercoledì 11 e poi le ultime due gare del girone di Nations League, contro la Polonia (domenica 15) e la Bosnia (mercoledì 18).

Calciatore di spicco tra gli anni Ottanta e i Novanta e attuale assistente di Mancini, una vita al Milan con cui ha conosciuto la Serie B e il tetto d'Italia, d'Europa e del Mondo, prima di vivere una seconda giovinezza alla Sampdoria: ecco chi è Evani, per tutti Chicco, che per la prima volta siederà sulla panchina della Nazionale maggiore.

I 13 ANNI AL MILAN E LA GEMMA DI TOKYO

Toscano di Massa, nato nel giorno di Capodanno del 1963, Evani cresce nel settore giovanile del Milan dopo aver mosso i primissimi passi nella Massese. La chiamata in prima squadra arriva nel momento più complicato della storia del club: quello delle due retrocessioni in tre anni in B. Chicco esordisce con la maglia rossonera proprio nella serie cadetta, nel 1980-81, quindi fa il proprio debutto in A nella stagione 1981-82.

Nelle stagioni successive si impone come un intoccabile del centrocampo del Milan, le cui redini a metà anni Ottanta passano a Silvio Berlusconi e Adriano Galliani in cabina di regia e ad Arrigo Sacchi in panchina. Evani è apprezzato per grinta e capacità di giocare in più posizioni del campo, a cui abbina un sinistro potente sia su azione che da calcio piazzato. Proprio su punizione realizzerà la rete più importante della propria carriera: quella che regala al Milan la Coppa Intercontinentale del 1989, disputata a Toyko contro i colombiani dell'Atletico Nacional, superati da un suo astuto sinistro mentre il portiere Higuita sta sistemando la barriera. Qualche settimana prima aveva punito anche il Barcellona, sempre su punizione, in Supercoppa Europea.

Il suo palmares complessivo è straordinario: Evani vive interamente e da protagonista il ciclo d'oro di Sacchi prima e Fabio Capello poi, conquistando la bellezza di tre Scudetti, due Coppe dei Campioni, tre Coppe Intercontinentali, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane e due Supercoppe europee. Nell'epoca del grande Milan c'è anche il suo marchio.

Alberigo Evani Milan

GLI ULTIMI ANNI ALLA SAMPDORIA

Evani viene ricordato anche per aver vestito la maglia della Sampdoria, che lo prende dal Milan nell'estate del 1993 a 30 anni. Assieme a lui arriva Ruud Gullit, doppio colpo blucerchiato proveniente dalla Milano rossonera. Chicco è uno dei volti da copertina di una squadra che sta vivendo gli ultimi anni di gloria dopo la sbornia dello Scudetto: in rosa nel corso degli anni si alternano lo stesso Gullit, Mancini, Pagliuca, Vierchowod, Platt, Lombardo, Jugovic, Mihajlovic, Zenga e tanti altri grandi nomi del nostro calcio.

A Genova Evani fa in tempo a vincere un altro trofeo, la Coppa Italia del 1994, ma poche settimane dopo si fa parare dall'ex compagno Sebastiano Rossi un rigore, regalando al Milan la Supercoppa Europea. Rimane alla Sampdoria fino al 1997, poi chiude alla Reggiana e alla Carrarese, avvicinandosi dunque a casa e appendendo le scarpe al chiodo nel 1998.

Alberigo EvaniGetty Images/Goal

IL RAPPORTO CON LA NAZIONALE

Controverso il rapporto tra Evani e la maglia azzurra. Il primo a convocarlo, dopo essere stato ignorato da Enzo Bearzot e Azeglio Vicini, è proprio Arrigo Sacchi, che lo chiama nel 1991 dopo averlo avuto a disposizione per anni nel Milan. L'unico grande torneo del mancino è USA 94, torneo che si conclude con l'amarissima sconfitta ai rigori contro il Brasile, con errore decisivo di Roberto Baggio. Chicco, in ogni caso, trasforma la propria esecuzione.

Evani tornerà a disposizione dell'Italia una quindicina d'anni più tardi, nel 2010, questa volta da allenatore. Dopo essere stato inserito nelle giovanili del Milan, con una puntata a San Marino, scala le gerarchie anche in azzurro: ricopre il ruolo di commissario tecnico dell'Under 18, dell'Under 19, dell'Under 20 e, a interim, anche dell'Under 21, nel periodo della promozione provvisoria di Gigi Di Biagio ad allenatore della Nazionale maggiore.

Prima di diventare assistente di Roberto Mancini, con il quale aveva già giocato sia nella Sampdoria che in Nazionale, Evani aveva già ricoperto lo stesso ruolo con Gian Piero Ventura, anche se per pochi mesi. Sempre in sordina, sempre assistente prezioso. Contro Estonia, Polonia e Bosnia toccherà a lui sedere sulla panchina dell'Italia.

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