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Ivan Strinic: Milan, Napoli, i problemi cardiaci e il ritiro

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Una carriera fatta di alti e bassi, un Mondiale sfiorato: dopo aver accarezzato il sogno di diventare campione da protagonista nel 2018 con la sua Croazia, Ivan Strinic ha dovuto dire addio al Milan e ha lasciato il calcio.

Sono passati 4 anni da quel glorioso Mondiale giocato da titolare con la Croazia, un sogno svanito soltanto in finale contro la Francia: abbastanza però per convincere la dirigenza rossonera, che gli aveva subito offerto un contratto triennale per puntellare una fascia sinistra rimasta scoperta dal punto di vista numerico.

Strinic Modricgetty

L'esperienza si rivelerà probabilmente la peggiore della sua carriera, complice anche un problema al muscolo cardiaco, un'ipertrofia che lo costringerà a un lungo stop. Ottenuta l'idoneità al rientro in campo la sfortuna si abbatterà ancora sul giocatore croato, chiamato a convivere con un fastidioso infortunio alla caviglia.

Tanti, troppi ostacoli in un'annata maledetta chiusa addirittura senza nessuna presenza con la maglia del Diavolo. A fine stagione le due parti sceglieranno la rescissione consensuale del contratto: da giugno 2019 Strinic entra a far parte dell'elenco dei giocatori svincolati fino al ritiro nel 2021.

"In questo tempo ho ricevuto delle offerte, ma nessuna mi ha soddisfatto realmente. Ecco perché ho deciso di riposarmi, ho continuato ad allenarmi ed ora aspetto una nuova offerta. Ho un grande giardino e lo uso per allenarmi, in questo modo cerco di tenermi il più pronto possibile per quando sarà", aveva ribadito il laterale sinistro.

In Serie A Strinic ha vestito per ben 39 volte la prestigiosa maglia del Napoli, che nel 2015 lo prelevò dal Dnipro e decise di puntare su di lui per due anni e mezzo, prima della cessione alla Sampdoria. Proprio in maglia blucerchiata è iniziato il lento declino del giocatore, che ha poi attribuito i problemi cardiaci al lungo periodo di inattività che ne hanno inguaiato la carriera.

"Ecco dove è sorto il problema cardiaco. Non giocavo a lungo, ero fuori dal giusto ritmo competitivo e poi improvvisamente ho iniziato una serie di partite difficili (al Mondiale, ndr). Ritengo che a causa di questo grande e brusco sforzo al Mondiale, ci sia stata un’ipertrofia del muscolo cardiaco".
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