Una scommessa avvolta dal mistero. Cristian Chavez, classe 1987, sbarca a Napoli da sconosciuto e non fa nulla per invertire la tendenza: due presenze... e un tunnel, con bocciatura pressoché immediata.
'El Negro' - nomignolo appioppatogli per via della sua carnagione scura - rientra nella campagna acquisti confezionata dal club di De Laurentiis nell'estate del 2011, caratterizzata da un chiaro imprinting sudamericano: Britos, Federico Fernandez, Fideleff, Mario Santana e appunto Chavez. Baricentro basso, buona tecnica, capace di imperversare su tutto il fronte offensivo. Insomma, il classico talento argentino come se ne vedono tanti e su cui in tanti sono pronti a puntare. D'altronde, Cristian si forma nel San Lorenzo e in seconda serie nazionale segna e brilla con la maglia dell'Atletico Tucuman: i connotati non sembrano da buttare.
Il Napoli in attacco vanta già Lavezzi e Cavani (in rosa anche Mascara e Lucarelli), così decide di completare il reparto con Pandev, come detto Santana e, dulcis in fundo, consegnando a Mazzarri Chavez, spendendo circa un milione di euro in un'operazione che vede coinvolto anche Alejandro Mazzoni, procuratore del Pocho.
"Sono davvero felice di arrivare al Napoli, per me è un'occasione unica perché giocherò in un club importante che mi farà crescere - le sue parole a 'Perfilsanlorencista.com' in un'intervista concessa a ridosso del trasferimento in azzurro - Fin quando non firmerò le ultime cose non potremo dare l'ufficialità, ma il più è ormai fatto. Napoli non si può rifiutare".
"Il club mi aveva già cercato nel 2008, ma siccome non avevo il passaporto comunitario non stringemmo nessuna intesa, il mio passaggio al Napoli è un premio per quanto di buono ho fatto nell'Atletico Tucuman. Lascio il San Lorenzo consapevole di aver fatto bene e che la mia vendita possa far bene alle casse del club, anche se quest'anno poteva essere quello della mia consacrazione in Argentina ribadisco che Napoli è una possibilità che ti capita una sola volta nella vita. Non vengo a Napoli per soldi, ma per mettermi in evidenza e giocare in Serie A ed in Champions".
I buoni propositi si sprecano, la nutrita batteria di sudamericani nello spogliatoio agevola l'inserimento di Chavez tra risate e momenti d'allegria, ma il campo dirà ben altro.
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E' la stagione in cui il Napoli sogna e fa sognare arrivando addirittura a misurarsi col Chelsea di Drogba agli ottavi di Champions, il progetto Mazzarri vive il suo picco più alto, ma per Chavez sotto al Vesuvio le cose non vanno esattamente come se le era immaginate. Dopo una fisiologica fase d'ambientamento, il tecnico livornese l'1 ottobre 2011 lo getta nella mischia nella Scala del Calcio: Inter-Napoli 0-3, punteggio ampiamente in cassaforte e Chavez al posto dell'amico e idolo Lavezzi (entrambi accomunati dalla 'liaison' San Lorenzista). Il sogno si trasforma in realtà e, se poi impreziosito da un clamoroso tunnel a Lucio (in quel momento non proprio l'ultimo arrivato), allora parliamo di favola a tutti gli effetti. Poco più di 10 minuti per vedere ripagati i sacrifici di una vita sembrano il trampolino ideale da cui poter spiccare il volo, invece 'El Negro' risulterà fermo a quella giocata di San Siro.
La musichetta della Champions non la ascolta mai, in campionato nei mesi successivi rimane a guardare i compagni dagli spalti: a Palermo - a gennaio - Mazzarri lo riporta in panchina e, sempre con la vittoria già in tasca, sul 3-1 per il Napoli gli regala 8 minuti avvicendandolo con Pandev. Troppo poco per chi voleva "mettersi in evidenza".
In quel periodo, tra l'altro, a 'Radio Marte' Mazzarri aveva spiegato così i motivi del pochissimo spazio - se non nullo - dato al ragazzo dal suo arrivo in Campania.
"E' un giovane molto bravo, ma per adesso è un po' chiuso dalle scelte che in quanto allenatore sono obbligato a fare, dato che dovendo fare punti mi affido a calciatori più esperti".
Inevitabile l'epilogo maturato in pochi mesi: da alternativa del Pocho a meteora. A febbraio 2012, dopo che Bigon nella finestra invernale investe su Edu Vargas per rimpiazzarlo, Chavez viene rispedito in patria proprio al San Lorenzo con la formula del prestito fino al termine dell'annata.
"In Italia ho giocato pochissimo, ma ho imparato a vivere il calcio - assicura a 'Mundo Azulgrana Radio' - Il Napoli gioca in Champions e sta vivendo uno dei momenti migliori degli ultimi 10 anni. In attacco hanno 5 giocatori importanti: ognuno di loro vale più di 20 milioni di euro".
Un ritorno a casa per ritrovarsi e chissà, magari ripresentarsi a Napoli con argomenti migliori per ribaltare giudizi e bocciature. Invece no, perchè nemmeno il tempo di atterrare a Capodichino e l'argentino capisce subito di non essere minimamente coinvolto nei piani di Mazzarri.
"La SSC Napoli ufficializza la cessione in prestito di Cristian Chavez all'Almirante Brown".
Una riga nuda e cruda battuta dal club alla vigilia di Ferragosto sancisce il secondo prestito del 'Negro', il quale risale sull'aereo e fa dietrofront verso la sua terra. Chavez si ritrova nuovamente nella Serie B argentina e si fa apprezzare, facendo intendere come probabilmente l'abito calcistico da indossare sia quello.
La stagione disputata con l'Almirante Brown gli rispalanca le porte dell'Europa, ma col Napoli stavolta finisce per sempre: nell'estate 2013, infatti, Chavez si libera dalla società di De Laurentiis ponendo fine ad un matrimonio da dimenticare. Destinazione Grecia, più precisamente al PAS Giannina.
"Sono pronto a vestire questa maglia al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati per la nuova annata - dichiarerà l'attaccante a 'Novasport' - Vengo con molto entusiasmo e voglia di dimostrare quanto valgo, il ritorno in un campionato europeo è la migliore soluzione per la mia carriera".
Il triennio vissuto in terra ellenica non fa da preludio ad ulteriori step, anzi: nel 2016, alla soglia dei 30 anni, Chavez per ritagliarsi gioie deve tornare per l'ennesima volta in Sudamerica. Parentesi in Paraguay, Uruguay e tanta, tanta Argentina, dove alterna stagioni prolifiche (vedi quella col Brown de Adrogué) ad annate 'normali'.
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Attualmente l'Independiente ne detiene il cartellino e lo ha girato in prestito all'Almirante Brown - sempre in seconda serie - la squadra che gli ha alleviato le amarezze partenopee, mentre la prossima sfida si chiama Godoy Cruz, dove ancora a titolo temporaneo militerà fino a dicembre. E la carta d'identità, recita 35 primavere.
Un flop in piena regola: per Chavez, al Napoli, un tunnel e tanta tribuna.


