Sul tabellino dei marcatori di Juventus-Empoli, il suo nome compare per due volte e in rapida successione: doppietta in quindici minuti (tra il 78' e il 93') per Adrien Rabiot, riscopertosi 'bomber' di razza in questa prima parte della stagione.
Le due reti rifilate ai toscani non rappresentano infatti l'unica marcatura multipla: già contro il Maccabi Haifa in Champions League - e sempre all'Allianz Stadium - il centrocampista francese aveva timbrato il cartellino in due circostanze, contribuendo enormemente al successo per 3-1 sugli israeliani.
Una verve offensiva che i tifosi bianconeri stanno imparando ad apprezzare dopo le critiche, compagne di viaggio di Rabiot nella sua avventura italiana: proprio quei commenti negativi si erano intensificati in estate, con la cessione al Manchester United sfumata all'ultimo a causa delle richieste economiche avanzate ai 'Red Devils' dalla madre ed agente Veronique.
L'ex PSG è così rimasto a Torino, non un problema per Massimiliano Allegri che, anzi, ha in qualche modo alzato le braccia al cielo per esultare. Una fiducia testimoniata dalle presenze stagionali di Rabiot, schierato sempre nell'undici titolare in assenza di problemi fisici: e, soprattutto, da una dichiarazione del tecnico livornese, rilasciata in una chiacchierata con Mario Sconcerti per il 'Corriere della Sera'.
"La Juve era stata pensata in un altro modo. Con Rabiot-Paredes-Pogba a centrocampo più Locatelli a fare il primo che subentra. Di Maria e Chiesa sulle fasce, Vlahovic nel mezzo. La Juve di adesso è virtuale".
Insomma, Rabiot titolare fisso nei piani di Allegri fin dal principio, nonostante l'acquisto di Pogba e la presenza di Locatelli, per il quale è stato fatto un investimento oneroso nell'estate del 2021 al culmine di una trattativa fiume con il Sassuolo.
Una bella iniezione di fiducia per Rabiot, rinfrancato dalle parole di stima del suo allenatore ma con un'incognita pericolosa all'orizzonte: quel contratto in scadenza il 30 giugno 2023 non fa che gettare ombre su un futuro che potrebbe vederlo all'opera con un'altra maglia, a meno che queste prestazioni non inducano la dirigenza a proporre un nuovo accordo che farebbe la gioia di Allegri.
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