Cesar Prates è conosciuto in patria per aver indossato alcune delle maglie più pesanti del Brasile. Esploso nell'Internacional, ha giocato anche in squadre come Botafogo, Atletico Mineiro, Corinthians e Vasco.
Un nuovo modo di vedere la Serie A: scopri l'offerta!
All'estero ha giocato in Turchia al Galatasaray e anche in Italia, in una non indimenticabile parentesi con Livorno e Chievo tra il 2005 e il 2007, dopo essere sbarcato in Europa per mano del Real Madrid, che tuttavia lo ha destinato alla squadra B. Peraltro il club straniero in cui ha trascorso la maggior parte della sua carriera è stato lo Sporting Clube de Portugal.
Proprio dove il destino lo ha messo al fianco di un giovane ossessionato dallo scambio di conoscenze e dall'allenamento fisico, un giovane che ha trovato in Cesar qualcuno con una vocazione da insegnante. Il nome del giovane: Cristiano Ronaldo.
"Il mio rapporto con Cristiano è stato molto bello, come quelli che ha con tutti i brasiliani - racconta Cesar Prates a Goal - All'età di 16 anni ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra e a fine sessione eravamo soliti allenarci un altro po' assieme".
Getty ImagesCésar Prates ha difeso lo Sporting dal 1999 al 2003 (Foto: Getty Images)
"Non credeva che io fossi abbastanza bravo con la palla perché pensava che, in quanto difensore, non avessi la capacità necessaria per giocare in attacco. Ma gli ho dimostrato che si sbagliava e gli dicevo scherzando: 'Tutto quello che faccio devi farlo anche tu'. E viceversa. Ed e così che siamo diventati amici".
Arquivo pessoal(Foto: archivio personale)
"Mia moglie mi ha detto che siamo esattamente uguali prima di tirare i calci di punizione, ma non sono stato io a insegnarglielo. Gli ho soltanto mostrato come lo facevo io... e il suo calcio è migliore del mio. Chi mi ha insegnato a tirare i calci di punizione è stato Dorinho, all'Internacional: 'Metti i piedi qui, fai tre passi, aspetta il momento giusto e fai venire l'ansia al portiere...'. Ho ricevuto tutti questi consigli gratis, quindi li sto trasmettendo gratis. È la mia eredità".
Getty Images Ronaldo pochi istanti prima della punizione segnata contro la Spagna (Foto: Getty Images)
"Durante le nostre conversazioni, sempre legate al calcio, Cristiano mi ha detto una cosa che non potrò mai dimenticare. Mi ha detto: 'Sarò il migliore del mondo, amico'. Da ragazzo, era ossessionato dagli esercizi fisici allo stesso modo mio. E il destino ci ha riunito. Quaresma non ha mai prestato attenzione ai nostri insegnamenti come fece Cristiano", conclude Cesar Prates.


