E' uno dei protagonisti del calcio maggiormente dubbiosi sulla ripresa del calcio a breve. Massimo Cellino, presidente del Brescia, continua ad avere grossi dubbi sull'attuale mondo del pallone e l'eventuale ritorno in campo nelle prossime settimane. Non è mai stato un patron che ha svicolato, andando sempre al punto della questione in maniera netta.
I dubbi di Lega, Serie A e calcio in generale non stanno piacendo a Cellino, che intervistato da Teletutto ha attaccato duramente il sistema, minacciando di lasciare Brescia e in generale il mondo del pallone, nel quale è oramai da tre decenni, prima nella sua Cagliari, dunque a Leeds e infine in Lombardia.
Cellino è scettico sul nuovo mondo del calcio, mai come ora:
"Questo non è più il mio calcio, questo è un calcio senza futuro. Fare il presidente in Italia è diventato impossibile, io non posso più accettare di essere ancora ai tempi della Gea. E' come sedersi ad un tavolo a giocare a carte con il tuo avversario che nasconde nella manica le carte buone e usa soldi falsi".
La Bundesliga potrebbe essere il campionato a ricominciare, con le altre leghe europee attente alla situazione:
"Aspettiamo le decisioni della Merkel? Vergognoso, non me ne frega nulla di lei e dell'UEFA. Abbiamo presidenti di Lega, Federazione, Coni ed un ministro dello sport e attendiamo gli altri? L'Italia deve decidere in autonomia, siamo senza dignità. E che decidano alla svelta perché io non accetto più questo continuo rimandare".
Cellino è una furia, contro tutto e tutti:
"Non mi interessa più se si torni a giocare o meno, facciano quello che vogliono. Bastava sedersi ad un tavolo e dividersi gli oneri in parti uguali e pensare alla ripartenza sicura. E invece nessuno molla perché questo calcio pieno di debiti ha già speso soldi non ancora incassati".
