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Alessandro Cecchi PaoneGetty Images

Cecchi Paone sul calcio femminile: “In una squadra la metà sono lesbiche"

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Quello del calcio femminile è un movimento in costante ascesa. Le partite di campionato attirano un numero sempre maggiore di spettatori (per Juventus-Fiorentina si è superata quota 39mila presenze allo stadio) e la Nazionale Azzurra guidata da Milena Bertolini ha, al suo esordio ai Campionati del Mondo, ha incollato ai teleschermi oltre 3,5 milioni di appassionati.

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Il calcio femminile è ora una splendida realtà anche in Italia ma c’è chi come come Alessandro Cecchi Paone rivendica il fatto di aver anticipato tale boom.

Parlando a La Zanzara su Radio 24, ha invitato molti a recitare il ‘Mea Culpa’.

“Ora tutti zitti a chiedere scusa. Per anni io ho sostenuto il calcio femminile e l’ho difeso dai dirigenti federali che erano convinti che il calcio non fosse una cosa per donne”.

Il noto giornalista si è poi soffermato su aspetti meno tecnici che hanno più a che fare con la sfera personale delle calciatrici.

“Ci sono molte più lesbiche nel calcio femminile che gay in quello maschile. Da anni aspettiamo che un calciatore faccia coming out, dopo il Mondiale invece ci saranno intere squadre femminili che lo faranno. In una squadra almeno la metà delle giocatrici sono lesbiche e non dico ovviamente la cosa in senso negativo, io le ho sempre protette. In loro c’è una componente maschile che trova sbocco in ambiti che in precedenza erano solo maschili. E' un discorso che vale anche per la Nazionale. Alcune ragazze le conosco”.

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