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Di Francesco Roma Serie AGetty

C'è Roma-Milan, Di Francesco: “Siamo agonizzanti, ma non si deve per forza morire”

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La Roma torna in campo dopo il clamoroso 7-1 subito in Coppa Italia contro la Fiorentina, e lo fa per affrontare una partita doppiamente importante: quella con il Milan. La compagine giallorossa infatti, da un lato è chiamata a reagire dopo giorni estremamente difficili e dall’altro deve mettere in cascina punti fondamentali per la rincorsa al quarto posto contro una diretta concorrente.

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Eusebio Di Francesco, parlando nella conferenza stampa di presentazione del match dell’Olimpico, ha spiegato come si può superare un momento complicato come quello vissuto dai capitolini.

“Dovremo proporre una prestazione di altissimo livello non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista mentale. E’ una cosa fondamentale in un momento così delicato”.

La Roma sarà chiamata ad affrontare un Milan che nelle ultime uscite è parso in grande crescita.

“Fino a tre partite fa poteva sembrare una squadra nelle nostre stesse condizioni, poi una settimana piò spesso cambiare momenti e giudizi. Viene da due ottime prestazioni, non sarà semplice. E’ un Milan vivo e organizzato, adesso è un una buona fase”.

Di Francesco punta molto sul pieno recupero di Daniele De Rossi.

“Io mi auguro che lui possa essere un po’ l’allenatore dentro la partita, gli unici dubbi riguardano solo la sua tenuta fisica. Resta un punto interrogativo, si è allenato però con costanza e devo dire che ha dato risposte positive anche nel calciare. Adesso riesce a fare tutto senza provare dolore”.

Contro la Fiorentina si è visto uno Dzeko estremamente nervoso, il tecnico giallorosso ha criticato gli atteggiamenti del bomber bosniaco.

“E’ stata la parte più brutta di una sconfitta già molto dolorosa, lui ha però chiesto scusa a tutti. Si possono dire tante cose, anche che uno guadagna tanto, alla fine però siamo uomini. Lui ha sbagliato e non deve più accadere, nei momenti di difficoltà serve unità. Contro la Fiorentina, i primi venti minuti della ripresa sono stati i migliori, poi dopo il 4-1 e l’espulsione di Dzeko bisognava essere intelligenti nel non prendere altri goal. Abbiamo compromesso tutto anche a causa di alcuni atteggiamenti, ma abbiamo la fortuna di poterci rifare subito”.

Di Francesco non vuole parlare di una Roma malata.

“Della mia squadra ho detto che non era guarita, è una cosa diversa. Avevamo avuto anche risposte positive, poi c’erano delle cadute in alcune fasi della partita, era la continuità a mancare. Da Firenze siamo usciti agonizzanti, ma non si deve per forza morire. Capisco che ci possa essere depressione, ma ci deve essere la forza nel ribaltare la situazione. Adesso siamo incudine e dobbiamo subire, sta a noi tornare ad essere martello”.

Di Francesco si è soffermato su quella che deve essere l’unità del gruppo.

“C’è da migliorare, ma c’è anche la voglia di rifarsi. Mi sento un po’ come un padre che in alcuni momenti non è riuscito a dare i giusti consigli. Dobbiamo ritrovare unità d’intenti e non dobbiamo disunirci nei momenti di difficoltà. Ci siamo già ricaduti in passato e questo non deve più accadere”.

Negli ultimi giorni sono anche circolate voci legate ad un possibile esonero, Di Francesco non ha intenzione di mollare.

“La differenza tra me e voi è che io devo trovare delle soluzioni. Voi potete giudicare in maniera giusta o ingiusta, io devo sistemare le cose. Adesso bisogna essere ancora più uniti e sinceri".

La Roma sarà ancora costretta a rinunciare a Cengiz Under.

“Adesso è un argomento poco importante, si sta curando e non è pronto, quando lo sarà ne sarò felice. Oggi mi è arrivata una lettera nella quale si dice di non far giocare Dzeko, o El Shaarawy o Kolarov, sono suggerimenti che mi fanno sorridere perché la gente non capisce che abbiamo bisogno di tutti”.

Di Francesco ha spiegato qual è la circostanza che potrebbe portarlo a parlare di dimissioni.

“Mi avete fatto questa domanda già dopo Bologna e dopo Plzen, è scontato che la rifacciate dopo una sconfitta del genere. Questo è un ambiente pessimista, ma siamo noi ad orientarlo in quella direzione. Si possono fare tanti discorsi, ma le chiacchiere stanno a zero. E’ giusto farle, ma noi dobbiamo pensare ai fatti, solo a quelli. Sta a noi farli, a me in primis visto che sono il responsabile”.


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