C'era una volta Massimo Palanca. L'uomo che segnava direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo, il re del Catanzaro degli anni belli. Quelli della Serie A, con un giovane Claudio Ranieri in rosa. Stagioni passate, ingiallite dal trascorrere del tempo. L'ultima apparizione dei calabresi nella massima serie risale al 1982/83: una vita fa.
Eppure, oggi Catanzaro sta tornando a sognare. Perché la squadra di Vincenzo Vivarini è prima nel girone C della Serie C, con 8 vittorie nelle prime 9 giornate. L'ultima martedì, 1-0 in casa del Monopoli. Poco più giù stazionano i corregionali del Crotone, appena retrocessi dalla B e fermamente intenzionati a tornarci senza passare dalle forche caudine dei playoff. Con un solo problema: oggi c'è chi corre più di loro e, soprattutto, segna ben più di loro.
O meglio: c'è chi segna più di tutti. Non solo in Serie C: in Italia. Il Catanzaro ha il miglior rendimento offensivo del calcio professionistico nostrano. Nei primi 9 turni di campionato ha messo a segno addirittura 29 reti, una media spaziale di più di 3 a partita. E non è che in difesa vada tanto peggio: la squadra di Vivarini ha concesso appena 4 reti agli avversari che fin qui si sono presentati sul suo cammino.
Nessuno, come detto, ha messo assieme simili numeri in Italia. Il Napoli di Kvaratskhelia, di Osimhen, di Zielinski e di Raspadori, miglior attacco della Serie A, è a quota 26. Un gran bel bottino, non c'è che dire. Ma inferiore a quello del super Catanzaro. E ottenuto con una partita in più rispetto a quelle giocate dai giallorossi: 10 contro 9.
Che fosse un avvio di stagione speciale per il Catanzaro, lo si è capito fin dalle battute iniziali. Nelle prime tre giornate la squadra di Vivarini ha strapazzato tutti: 4-0 al Picerno, 3-0 in casa del Taranto, 5-0 al Latina. Un cammino spettacolare parzialmente interrotto dal pari di Cerignola al quarto turno: 2-2. Poi la marcia è ripresa: 3-0 al Messina, due 4-0 esterni contro Turris e Fidelis Andria, un sofferto 3-2 alla Viterbese, quindi l'1-0 di Monopoli firmato dal belga Vandeputte. L'unica occasione in cui il Catanzaro ha segnato meno di due reti nella stessa partita.
Gli uomini copertina sono sostanzialmente due: l'ex Carpi Tommaso Biasci, capocannoniere del girone C con 6 reti, e "Re Pietro" Iemmello, originario proprio di Catanzaro, uno che nelle stagioni passate stendeva Milan e Inter a San Siro con le maglie di Sassuolo e Benevento. Una coppia d'attacco da 11 goal complessivi in 9 giornate. Ottimo anche il rendimento di Jari Vandeputte, riscattato in estate dal Vicenza con cui nel 2020 aveva già conquistato una promozione in Serie B. Più discutibili, semmai, sono le sue esultanze: dopo aver segnato al Messina è salito sull'auto dello sponsor parcheggiata a bordocampo...
L'allenatore, come detto, è Vincenzo Vivarini. Ex collaboratore di Maurizio Sarri, ai tempi in cui l'attuale allenatore della Lazio guidava il Chelsea rifiutò di fargli da secondo: "Sono legato a lui, ma preferisco andare per la mia strada". Qualche anno fa venne invece esonerato dall'Empoli a campionato in corso, con la squadra in piena zona promozione, perché, parole del presidente Corsi, "non possiamo pensare di vincere un campionato concedendo sempre così tanto agli avversari".
Tu chiamale, se vuoi, rivincite. Quella di Vivarini, che sogna di tornare in quella Serie B che ha assaporato per l'ultima volta sulla panchina dell'Entella (2020/21). E quella del Catanzaro, che nella scorsa stagione si è fermato a un centimetro dalla finale playoff, estromesso in doppia sfida dal Padova. Nelle prime settimane della regular season arrancava, da quando è arrivato Vivarini al posto di Antonio Calabro ha collezionato una media punti da urlo, ma il primo posto del gruppo C se l'è preso il Bari.
Oggi la volontà di dirigenza, allenatore e calciatori è una sola: la promozione diretta. Per uscire dalla melma della terza serie e per rinverdire i fasti di un tempo. Quelli della A e di Palanca, ma anche quelli dell'ultima apparizione in B: l'ultima volta, a proposito, risale al 2004/05. Poi un paio di fallimenti, il crollo in C2, la sensazione di non riuscire più a mettere la testa fuori dall'acqua. Ma con un rendimento offensivo del genere, sognare è di nuovo possibile.


