Una stagione al Real Madrid Castilla, una al Real Madrid scendendo in campo una sola volta, una coi Blancos da seconda scelta, ma comunque terminata con la Champions League vinta. Troppo poco per i Blancos, che decidono di cedere in prestito Casemiro al Porto. Nel 2015, per lui, cambia tutto.
Nell'ultimo biennio, infatti, Casemiro è diventato uno dei migliori centrocampisti al mondo: timido nei primi tempi ai Blancos, ovvero con Ancelotti in panchina, il brasiliano si è trasformato sotto Zidane, passando dal ruolo di mastino a quello di mastino goleador. Con tempi di inserimento da urlo, basti vedere il goal segnato al Manchester United nella Supercoppa Europea.
E' cambiata da 0 a 100 la percezione di Casemiro, 25enne che molti hanno paragonato alla leggenda sampdoriana Toninho Cerezo. Picchia, eccome se picchia, segna, poco, ma lo fa quando serve: i tifosi della Juventus si sono spenti dopo il suo goal nell'ultima finale di Champions. Si è spenta la stessa Madama, gioiosa fino al goal del brasiliano, depressa dopo lo stesso.
La storia di Casemiro è semplicemente quella di uno che è arrivato in alto con tanti sacrifici: non dimentica le grandi difficoltà del crescere solo con la madre (il padre lo abbandonò quando il giovane brasiliano aveva appena 3 anni), non si lascia andare a dichiarazioni pepate, è timido, c'è ma non si vede, paragonato a colleghi del centrocampo più 'in' come Vidal o Pogba.
Eppure Casemiro è tutto, è il martello e la bacchetta magica: chiedere al Napoli, alla Juventus, al Manchester United. E a tutte le squadre di Liga che lo incontrano sul suo cammino: è sempre il primo a buttarsi nella mischia e spesso commette falli durissimi, ma è anche durissimo da tenere al momento degli inserimenti sotto porta.
Il premio per quanto fatto nell'ultimo biennio dovrebbe essere l'inserimento tra i finalisti del Pallone d'Oro: lo scorso anno l'unico brasiliano presente fu Neymar, ma il prossimo inverno, quando a meno di clamorose decisioni il trofeo dovrebbe finire nuovamente tra le mani di Cristiano Ronaldo.
Non fa sognare le tifose, gongolare Perez per le magliette vendute, lui contrasta e decide, tira e non tira indietro la gamba.




