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Carlo Nervo Bologna

L'incredibile storia di Carlo Nervo: dalla Nazionale al mandato da sindaco con la Lega

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Non capita tutti i giorni di vedere un calciatore diventare sindaco, a maggior ragione se questo calciatore ha giocato in Nazionale ed è tutt'ora il terzo per presenze nella storia del Bologna: stiamo parlando di Carlo Nervo, che ha una storia parecchio "anomala".

Magari i più giovani non lo ricorderanno, ma Nervo tra la fine degli anni '90 e i primi anni del 2000 è stato un perno assoluto del Bologna (dal 1994 al 2005, più un anno nel 2007 dopo la parentesi in prestito al Catanzaro). Come detto è il terzo giocatore con più presenze in gare ufficiali (417) con la maglia del Bologna, preceduto solamente da Giacomo Bulgarelli e Tazio Roversi. In poche parole si tratta di un vero e proprio simbolo del Bologna Calcio.

Carlo Nervo ha giocato anche in Nazionale, nel 2002, sotto la gestione di Giovanni Trapattoni, per lui saranno 6 le presenze in totale con la maglia azzurra. Questo per inquadrare il giocatore, brevemente.

Ma quello che c'è di "anomalo" in Nervo è la vita fuori dal calcio, dal momento stesso in cui ha appeso le scarpette al chiodo nel 2009. Praticamente solo qualche settimana dopo il ritiro, a sorpresa, si è candidato come sindaco del suo paese d'origine, Solagna, venendo eletto dal popolo in modo netto.

Candidato come esponente della Lega, le sue dichiarazioni in quegli anni hanno fatto anche parecchio discutere. In una vecchia intervista a 'Libero', Nervo spiegava così la sua adesione alla Lega.

"Perché proprio per la Lega? Divento padano nel 2005, quando dal Bologna mi trasferisco al Catanzaro. Bastano quattro mesi laggiù per capire molte cose… Gente straordinaria, tifosi eccezionali. Ma la dirigenza... Tre o quattro presidenti, persone strane. Lo ripeto sempre: qualcuno sa spiegarmi perché da Roma in giù c'è solo gente in giacca e cravatta?".

Eppure nonostante la "folgorazione", dopo i cinque anni di mandato portati al completamento, Nervo si ritira dalla politica nel 2014.

"Non mi piaceva quel mondo - ha raccontato al Corriere della Sera - In Italia non c’è una formazione per la classe politica, non va avanti chi ha più competenze ma solo il più furbo. Anche in questa fase delicata per tutto il mondo vedo che manca qualcuno con carisma e capacità di negoziazione. Per non parlare della burocrazia che sembra pensata per mettere i bastoni fra le ruote a chi prova a fare qualcosa e magari creare posti di lavoro. Lo vedo ogni giorno ora che sto aprendo l’outlet. In Italia stiamo chiudendo i negozietti e spegnendo le piazze: è la fine della nostra identità".

E che fa dopo? Penserete voi, un ruolo nel calcio, un posto nella sua Bologna... macché: nuovo cambio drastico di vita e da quel momento, fino ad oggi, Nervo è il proprietario di uno uno showroom di mobili e si occupa anche di venderli . Sempre in quell'intervista, disse di questo nuovo lavoro:

"Una professione fighissima, ci pensavo da 20 anni. Ho aperto un negozio che si chiama "Kela", costruiamo mobili in legno e sfruttiamo la rete commerciale di mio fratello".

Una vita straordinaria quella di Carlo Nervo, nel vero senso lettererale della parola, ovvero fuori dall'ordinario. E forse lo si poteva sospettare anche durante la sua carriera calcistica, visto che il talento e i colpi di classe non gli sono mai mancati. Per non parlare degli episodi extra-calcistici che lo hanno contraddistinto.

Una volta finì sui giornali per una questione d'amore senza dubbio particolare. Dopo una vittoria contro la Roma, fu Renzo Ulivieri (a quei tempi allenatore del Bologna), a vuotare il sacco sulla situazione di Carlo Nervo. Un calcio d'altri tempi...

"Avevamo molti impegni in quella partita: segnare, vincere e far segnare Nervo, per dargli una mano a riprendersi. Così, prima della gara ho chiamato gli attaccanti e gli ho detto: si cambia schema, tutti i palloni a lui, e lui, là fermo in area, farà goal. Si era lasciato con la fidanzata, Benedetta ragazza, ma non gliel'ha insegnato nessuno che i calciatori non si lasciano mai di sabato, prima della partita? Certe cose si fanno il lunedì, o il martedì, massimo massimo il mercoledì...".

E a distanza di anni, fu proprio Nervo stesso a chiarire il caso e a raccontare il clamoroso e lieto fine di quella storia.

"Fine anni '90, prima di una partita passo in sala stampa e quando un giornalista mi chiede come va, faccio la battuta: 'Bene, anche se mi ha lasciato la fidanzata e non mi resta che andare a Stranamore'. Il giorno dopo apro il giornale, titolone: 'Nervo va a Stranamore'. Ricevo telefonate dalla De Filippi e da Maurizio Costanzo e “Verissimo” fa addirittura uno speciale. E la fidanzata che mi aveva mollato? È mia moglie Elisabetta, ci siamo sposati nel '99 e abbiamo due figli".

Adesso provate a dire che quella di Carlo Nervo sia stata una vita normale...

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