Non si gioca, si gioca. Alla fine si gioca, ma a porte chiuse. Barcellona-Las Palmas andrà regolarmente in scena all'orario previsto, ovvero le 16.15, ma in un Camp Nou desolatamente vuoto dopo gli episodi accaduti nelle scorse ore.
La causa sono i disordini che da stamattina stanno caratterizzando la città catalana, alle prese con il referendum per l'indipendenza osteggiato dal governo spagnolo, intervenuto con la Guardia Civile. Incidenti e scene di repressione che hanno portato il match a un passo dalla cancellazione.
A porre ufficialmente fine alla ridda di voci e ipotesi è stato lo stesso Barcellona con un comunicato ufficiale: "Il Barcellona condanna le azioni effettuate oggi in molte località della Catalogna per impedire l'esercizio del diritto democratico e la libera espressione dei suoi cittadini".
"Di fronte all'eccezionalità di questi fatti - prosegue il comunicato - la Giunta Direttiva ha deciso che la partita della prima squadra di calcio di oggi contro il Las Palmas si giocherà a porte chiuse, di fronte al 'no' della Liga di decretare il suo rinvio".
I Mossos, la forza che garantisce l'ordine pubblico in Catalogna, avevano già dichiarato di non poter garantire la sicurezza degli spettatori che si sarebbero dovuti recare al Camp Nou. La dirigenza blaugrana non aveva alcuna intenzione di scendere in campo, ma di fronte al timore di incorrere in 3 punti di squalifica ha deciso di giocare senza spettatori.
Solidarietà allo stato spagnolo e non catalano ha invece intenzione di esprimere il Las Palmas, che poche ore fa ha annunciato di voler scendere in campo con una maglia recante sul petto la bandiera spagnola.



