Dopo aver visionato tanti giocatori per il settore offensivo della squadra, l'Inter sembra aver virato con decisione su un nome in particolare: Emre Mor. Il giocatore è seguito in Italia anche da Roma e Fiorentina, oltre che dall'Everton in Premier League, ma i contatti con la squadra nerazzurra sono giunti addirittura già alla firma di un precontratto.
Rimangono da limare gli ultimi dettagli economici con il Borussia Dortmund, si parla di una cifra complessiva di 12 milioni di euro, e soprattutto delineare bene le modalità del trasferimento. Al momento il giocatore turco arriverebbe all'Inter solo in prestito, con un 'semplice' obbligo di riscatto da raggiungere a determinate condizioni. In pratica un modo per mascherare un acquisto a titolo definitivo.
LA CARRIERA
Emre Mor è il classico 'figlio del mondo'. Nasce in Danimarca da padre turco e madre macedone. Comincia a giocare a calcio a livello giovanile nel Brønshøj e nel Lyngby. Il primo salto importante della sua carriera lo fa quando si trasferisce nel 2015 al Nordsjælland.
Qui, dopo un anno a livello giovanile, disputa la sua prima stagione da calciatore professionista. Con il Nordsjælland mette a segno 2 goal nelle 13 presenze disputate. Nonostante le poche partite accumulate da professionista, la Turchia lo convoca per l'Europeo in Francia del 2016.
Riesce subito a fare una bella figura in una dimensione forse ancora troppo grande per lui ed il Borussia Dortmund coglie l'occasione in un lampo. Nell'estate del 2016 passa infatti al club tedesco, dove però non riesce a giocare con continuità. Il ruolino a fine anno racconta di 1 goal in 12 presenze di Bundesliga. La concorrenza è tanta ed il classe 1997 la soffre parecchio.
Per quanto riguarda la nazionale, Emre Mor comincia a giocare con la Danimarca, prima di scegliere definitivamente la Turchia, sia con l'Under 21 che con la nazionale maggiore. Adesso il talento del Borussia è uno dei giocatori più importanti della selezione turca.
LE CARATTERISTICHE
Non è complicato spiegare le caratteristiche tecniche e fisiche di Emre Mor. Il classe 1997 è il classico giocatore brevilineo, agile ed immarcabile nello stretto, in difficoltà sulle lunghe distanze. 169 centimetri ed un fisico che ancora dovrà essere definito ed irrubostito.
Quello che fa innamorare di Emre Mor è sicuramente il talento cristiallino che ha nel toccare la palla, nel portarla avanti mentre corre e salta (quasi sempre) gli avversari come birilli. Il giovane turco è un mancino che per adesso non ha ancora idea di come si possa utilizzare anche l'altro piede, come spesso accade per questo tipo di giocatori.
Gioca prevalentemente sulla fascia destra offensiva, in modo da rientrare in ogni sua azione sul piede preferito, per tentare il tiro o l'assist. In passato ha anche ricoperto il ruolo di prima punta, senza dubbio atipica, tanto che nel Borussia Dortmund ha avuto la maglia numero 9.
LA PASSIONE PER CR7
Il punto di riferimento nel mondo del calcio per Emre Mor è Cristiano Ronaldo. I due si sono incontrati nella scorsa stagione in Champions League. Al termine di quella partita, il classe 1997 è corso ad abbracciare l'asso del Real Madrid, magari per strappargli anche qualche consiglio.
Poi su Instagram ha pubblicato un post con la foto insieme a Cristiano Ronaldo, con tanto di messaggio emozionante: "'Non sognare la tua vita. Vivi il tuo sogno'. Grazie per essere una motivazione per me ogni giorno, Cristiano".
IL SUO RUOLO NELL'INTER
Dopo aver inseguito gente come Keita e Karamoh, l'Inter ha virato su Emre Mor. Non è un caso, ma ciò è dovuto alle sue carattertistiche ed alla probabile permanenza di Antonio Candreva. Spalletti punta molto sull'ex giocatore della Lazio, che però ha un modo tutto suo di interpretare il ruolo di esterno destro.
A Spalletti serve come il pane un giocatore con qualità differenti, capace di venire dentro al campo per dialogare con i compagni e puntare la porta: mentre Candreva nelle sue corde ha soprattutto l'abilità di correre lungo tutto la fascia destra per poi crossare dal fondo.
Con Emre Mor Spalletti può avere quello che l'anno scorso aveva con Salah: un mancino capace di saltare in continuazione l'uomo per creare superiorità. Difetta ancora in tenuta fisica e nella continuità di rendimento, anche dentro la singola partita. Il talento però, oltre che l'amore di Sabatini, è già una tutela per aspettare e coccolare un grandissimo potenziale non ancora espresso.
