Diego Maradona non c'è più. E, dopo il momento del dolore da parte di chi l'ha visto, vissuto e amato, arriva quello delle considerazioni a freddo. Anche forti, anche pesanti. Come quelle di Antonio Cabrini, che per tanti anni è stato avversario del Diez.
Stessa epoca: gli anni Ottanta, più uno spruzzo di Novanta. Maglie diverse: uno quella della Juventus, l'altro quella del Napoli. Cabrini lo ha conosciuto bene, Maradona, pur non avendo mai condiviso lo stesso spogliatoio. E a 'Irpinia Tv' dice la sua sull'amaro destino toccato in sorte a Diego, morto meno di un mese dopo aver compiuto 60 anni.
“Il successo spesso ti porta ad essere potente, invincibile, ma quel coraggio e quella spregiudicatezza che mostri in campo si sono ripercossi negativamente nella sua vita. Un conflitto assai difficile da gestire. Napoli lo amava alla follia, ma fu un 'amore malato'. Era come l’amore incondizionato di una madre verso un figlio che sbaglia, ma al quale si perdona tutto.
Maradona a Napoli era intoccabile, nessuno ebbe mai la forza ed il coraggio di dirgli che stava sbagliando. Maradona per Napoli è stato orgoglio, riscatto, sogni avverati, promesse mantenute e questo ha fatto di lui un uomo al quale si è concesso tutto. Maradona trascendeva il calcio e Napoli scelse lui, a prescindere da ogni vizio, come il santo da venerare".
Quindi, ecco l'opinione forte: se Maradona avesse legato la propria carriera calcistica a un'altra squadra, magari alla Juventus, il suo percorso di vita avrebbe forse preso strade differenti.
"Se Maradona avesse giocato nella Juventus, non solo avrebbe potuto vincere molto di più, ma forse oggi sarebbe ancora qui.
Sì, sarebbe ancora qui perché l’ambiente lo avrebbe salvato. Non la società, ma proprio l’ambiente. L’amore di Napoli è stato tanto forte e autentico quanto, ribadisco, malato".
Un amore che ha raggiunto picchi inarrivabili. Ma che, secondo Cabrini, ha lentamente portato Maradona verso il baratro.
"Maradona in campo avrebbe potuto vincere una partita da solo e in un altro ambiente avrebbe potuto vincere anche quella della sua vita terminata troppo presto".




