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Buffon Oliver Real Madrid Juventus Getty ImagesGetty Images

Buffon-Juventus, oggi il capolinea: ritiro o nuova avventura tra i pali?

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Gianluigi Buffon mancherà a tutti. Nessuno escluso. Nella mattinata in cui SuperGigi annuncia l'addio alla Juventus (conferenza stampa alle 11:30), anche se non è detto che appenda i guanti al chiodo, i tifosi della Vecchia Signora già pregustano cosa proporrà il menù dello Stadium sabato pomeriggio in occasione della sfida, l'ultima di campionato, contro il Verona. Un trofeo da festeggiare, un fuoriclasse da salutare, tante lacrime da versare. Insomma, la fine di un ciclo.

Perché sebbene il popolo bianconero sia abituato a ricostruire annualmente, non vedere più il carrarino difendere i colori zebrati farà indubitabilmente effetto. Lui, che per Madama – da campione del Mondo in carica – ha deciso di rimanere persino in serie B. Lui, giunto a 17 stagioni sotto la Mole, con tanto di carriera leggendaria e irripetibile. Le presenze, al termine della gara con la compagine scaligera, saranno 656. I trofei ottenuti alla Juventus, invece, 18. Ovvero: 9 scudetti, 4 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane. A questo bottino si aggiungono lo scudetto revocato del 2004/2005 e quello non assegnato del 2005/2006, più il successo nella cadetteria targata 2006/2007.

Un percorso fuori dagli schemi, culminato nella consacrazione globale. C'è chi dice, ed è un partito che vanta innumerevoli elettori, che SuperGigi sia stato il portiere più forte della storia. E ciò, inevitabilmente, enfatizza un matrimonio straordinario giunto al passo d'addio esclusivamente a causa della componente anagrafica.

Buffon lascia la Juventus con 40 primavere e, soprattutto, con lo status di protagonista. Nessun rimpianto, Champions League esclusa. Lo sfogo di Madrid, a distanza di settimane, fa ancora rumore. D'altro canto, pur avendo vinto molto, il successo nell'Europa che conta avrebbe impreziosito sensibilmente un percorso individuale senza eguali. Difficilmente nascerà un nuovo SuperGigi, auspicando – per il bene del Belpaese, che il Gigio del Milan quantomeno possa avvicinarsi al livello del mostro sacro.

Buffon Oliver Real Madrid Juventus Getty ImagesGetty Images

Interrompere una lunga storia d'amore non è semplice. Lo sa bene Buffon che, pur non forzando i rapporti, avrebbe voluto continuare a scrivere il Mito. Ecco perché, specialmente tra gennaio e febbraio, l'ipotesi rinnovo non sembrava così campata in aria. C'è una data, più delle altre, che ha consolidato il grosso dubbio: 30 gennaio. Buffon, a due giorni dal quarantesimo compleanno, tornava tra i pali dopo due mesi di assenza e parava un rigore – nella semifinale d'andata di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus – al Papu Gomez.

Poi, successivamente, alte prestazioni rassicuranti. Fino ad arrivare alla trasferta di Wembley, dove alla conferenza di vigilia pre Tottenham l'asso toscano dichiarava: “Le riflessioni sono già state fatte, devo solamente incontrarmi con il presidente per definire il tutto, ma credo che le nostre idee combacino”. Nella burrascosa notte del Bernabéu, invece, l'ammissione: “Sono orgoglioso di essere il capitano di questi ragazzi, il dispiacere più grande di smettere di giocare è quello di lasciare questi ragazzi. Però la vita va avanti, spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro”.

Per usare un termine caro ai giovani d'oggi: spoilerata. Ora cosa farà da grande SuperGigi? La risposta ancora non c'è. Potrebbe intraprendere una carriera dirigenziale alla Juventus, così come un ruolo istituzionale da altre parti. Magari nella veste di uomo di fiducia del presidente della FIFA, Gianni Infantino. Oppure all'interno del Club Italia. Senza scartare l'ipotesi di continuare a giocare, tentando un'avventura altrove prima di ritirarsi. Intanto, è tempo di fazzoletti e ringraziamenti. SuperGigi, appunto, mancherà a tutti.

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