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La svolta nella carriera di Brozovic: il mancato passaggio al Siviglia quando era già tutto fatto

10:28 CET 16/11/22
Marcelo Brozovic Inter Torino
Era fatta per il trasferimento di Brozovic al Siviglia: l’affare salterà ad accordo raggiunto e da quel momento in poi cambierà tutto.

Il calcio regala emozioni dentro e fuori dal campo: spesso alcune dinamiche di mercato o alcune decisioni tattiche possono addirittura svoltare la carriera di un giocatore. E' proprio questo il caso di Marcelo Brozovic all'Inter: 'promesso sposo' del Siviglia nel gennaio del 2018, poi diventato perno insostituibile del centrocampo nerazzurro.

Era fatta per il trasferimento del croato in Spagna, tanto che il club andaluso inviò anche un aereo privato a Milano per finalizzare il tutto: prestito con diritto di riscatto per un affare complessivo da 29 milioni di euro. Accordo trovato e tutti contenti, ma all'ultimo minuto intervenne Luciano Spalletti.

L'allenatore toscano bloccò un trasferimento che lo avrebbe lasciato scoperto nel ruolo di mezz'ala. Al posto del croato sarebbe dovuto arrivare successivamente Javier Pastore, che poi in realtà finirà alla Roma dove vivrà un'avventura scandita da scarsi risultati.

Una 'sliding door' sicuramente positiva per l'Inter ma soprattutto per Brozovic, che da quel momento avrebbe cambiato radicalmente il proprio rendimento e dunque la propria esperienza in maglia nerazzurra.

La definitiva svolta arriva il successivo 11 marzo in occasione del big match contro il Napoli: Spalletti sfodera l'ennesima illuminazione tattica e schiera Brozovic nell'inedito ruolo di regista davanti alla difesa in coppia con Gagliardini (fino a quel momento aveva fatto l'interno, l'esterno e il trequartista).

Il risultato è stupefacente: quantità e qualità abbinata a tempi di gioco perfetti in una manovra collettiva che sembra girare con una marcia del tutto diversa. Aumentano i chilometri fatti in campo e i palloni toccati per un giocatore che sembra essere completamente nuovo.

Più tardi lo stesso Spalletti si dirà rammaricato per non averci pensato prima: è la mossa che fa uscire l'Inter dalla solita 'crisi invernale' e che le consentirà di accelerare, fino a raggiungere il soffertissimo quarto posto per la Champions al termine del campionato.

Nel giro di poche settimane quel giocatore discontinuo, indolente e spesso beccato dal pubblico è diventato uno sbiadito ricordo: Brozovic si è preso la regia dell'Inter e non l'ha lasciata più, tanto da convincere anche un 'integralista' come Antonio Conte, che lo ha trapiantato nel suo 3-5-2 affidandogli le chiavi della manovra.

Nella mediana dell'Inter di Simone Inzaghi il croato è la mente, accompagnato dal moto perpetuo e dal talento di Barella: 'Brozo' è il fulcro della squadra.

"L'ultimo giorno non mi hanno lasciato andare - ammetterà lo stesso Brozovic sei mesi dopo il mancato trasferimento in Spagna - Con i tifosi è stato difficile, ma mi sono detto di giocare ogni partita al massimo. E gli applausi hanno sostituito i fischi"

Oggi Brozovic è un regista maturo e sarà anche il perno dell'Inter di domani: con buona pace del Siviglia.