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Boehly Wenger GOAL

Boehly nello spogliatoio del Chelsea, Wenger contrario: "Nei miei contratti lo facevo inserire come clausola"

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La stagione del Chelsea ha perso anche l'ultimo appiglio a cui aggrapparsi: lontanissimi dalla qualificazione per le coppe europee in Premier League, i 'Blues' sono stati eliminati dalla Champions League per mano del Real Madrid, capace di battere per 2-0 i londinesi sia all'andata che al ritorno dei quarti di finale.

Anche in campionato l'ultimo risultato racimolato è un pesante k.o. interno contro il Brighton di Roberto De Zerbi: proprio al termine di questa partita, il patron Todd Boehly sarebbe sceso nello spogliatoio di 'Stamford Bridge' per parlare alla squadra, pratica che secondo i ben informati non sarebbe saltuaria.

Insomma, si tratterebbe di una vera e propria abitudine del magnate, diventata quasi una consuetudine alla luce delle continue delusioni raccolte: un comportamento non visto di buon occhio da Arsene Wenger che, ai microfoni di 'beIN Sports', ha affermato di non essere d'accordo.

"No, non lo accetterei, nella mia mente ciò è sempre stato chiaro. Anzi, nel mio contratto l'ho sempre inserito come clausola. Non credo in questo tipo di cose perché, se sono pagato per gestire e motivare la squadra, allora non voglio che qualcun altro faccia il mio lavoro".

Una convinzione che è anche un consiglio per coloro che si apprestano a sedersi in panchina per la prima volta.

"Ai giovani allenatori che si accingono a firmare un contratto, consiglio di fare ciò che è importante per loro e di inserire nell'accordo che nessuno può acquistare un giocatore senza il loro consenso, che nessuno può interferire con la squadra e si è gli unici responsabili della gestione".
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