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Tevez Boca Colon Superliga 30092018@BocaJrsOficial

Boca-Palmeiras è Tevez contro Felipe Melo: una sfida da duri

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Calcio e calci, pallone e palle quadrate. Con quel folclore che, in campo e in tribuna, in Sudamerica non manca mai. Un mix di ingredienti - qualità da futebol bailado,garra argentina - pronto a esplodere nelle semifinali di Copa Libertadores e ben rappresentato dai due maggiori esponenti importati dall'Europa: Carlos Tevez da una parte, Felipe Melo dall'altra. I simboli di Boca Juniors e Palmeiras.

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Ex personaggi da copertina del nostro calcio, ex nazionali di Brasile e Argentina. Non ancora ex calciatori, quello no, perché qualche traguardo da tagliare c'è ancora: in patria, certo, ma soprattutto nel Continente, con quella Libertadores che rappresenta il sogno primo e ultimo di tutti coloro che vi partecipano. Tevez l'ha già conquistata nel lontano 2003, sempre al Boca; Melo mai, e anche per questo ha accettato la corte del Palmeiras all'alba del 2017.

I due ex juventiniarrivano alla semifinale d'andata (diretta esclusiva su DAZN a partire dalle 2.45 di questa notte) in momenti diversi della carriera: Melo, sicuro titolare, ha inaspettatamente ritrovato tranquillità dopo l'arrivo in panchina di Felipão Scolari, uno che, a differenza dell'acerbo predecessore Roger, i personaggi di spicco li sa gestire; Tevez vive invece l'ennesimo momento delicato della propria carriera, gioca pochino e con ogni probabilità non lo farà nemmeno questa notte. Ad accomunare brasiliano e argentino sono il celeberrimo carattere fumantino e quegli episodi controversi che, nelle rispettive carriere, non sono mai mancati. Nemmeno nel breve lasso di tempo trascorso dal loro ritorno in patria. 


LA CINA È VICINA


Tevez si è reso protagonista non molto tempo fa della scelta più controversa della propria carriera: la fuga in Cina di fine 2016, per sposare il progetto (...) dello Shanghai Shenhua, lui che qualche anno prima proclamava: "Sono stanco di questo calcio. Ormai questo sport è basato soltanto sul denaro, ed è una cosa che non mi piace". Ha litigato con Riquelme, per nulla convinto della scelta dell'ex compagno, si è reso protagonista di un rumoroso flop ed è tornato nell'accogliente nido boquense 12 mesi più tardi.

In ogni caso, il palmares di Tevez col Boca dopo il rientro in patria dalla Juventus è fornitissimo: tre campionati (2015, 2017 e 2018) e una Copa Argentina sempre nel 2015. Il carisma non gli manca mai, ma i goal iniziano a scarseggiare: 18 in tre anni, due in meno dei 20 timbrati nell'ultima stagione italiana.

Tevez Boca Colon Superliga 30092018@BocaJrsOficial

A far notizia è semmai il rapporto sempre meno affettuoso con l'altro ex compagno Guillermo Barros Schelotto, che dopo l'arrivo dal Velez di Maurito Zarate lo utilizza ormai con il contagocce. In Argentina sostengono che il tecnico avesse intenzione di escluderlo dai convocati per il quarto di ritorno col Libertad, dovendo essere persuaso dalla dirigenza a portarlo almeno in panchina. Anche contro il Palmeiras, come detto, Tevez non scenderà in campo dal 1'.

Il contorno è segnato da piccoli episodi che, uniti tra loro come i puntini della Settimana Enigmistica, forniscono il ritratto di un personaggio sempre fuori dalle righe. A marzo ha dovuto smentire un infortunio rimediato in carcere, dov'era andato a trovare il fratello. A maggio non ha stretto la mano al nemico giurato Teo Gutierrez, ex River, prima di una partita contro lo Junior di Barranquilla. E in pochi mesi si è reso protagonista di due interventi da bollino rosso su Ham dell'Argentinos Juniors (frattura di tibia e perone), poi visitato in ospedale, e su Unsain del Newell's Old Boys (frattura della mascella).


RISSE E ROSSI


Con Felipe Melo, come si può immaginare, non si va molto distanti. L'ex nerazzurro, per dire, non si sarebbe nemmeno dovuto trovare a giocarsi l'approdo alla finale di Libertadores, visto che un anno e mezzo fa aveva un piede e mezzo fuori dal Palmeiras. Una rottura fatta e finita, un addio scritto. Colpa del rapporto pessimo con Cuca, l'allenatore dell'epoca, attaccato in un vocale di Whatsapp divenuto di pubblico dominio: "Codardo, bugiardo. Con lui non resto qui". Brutta gaffe, peggio ancora la retromarcia: "Ero sotto l'effetto dell'alcol. Ho bevuto un bicchiere di champagne di troppo". Alla fine Cuca se n'è andato e lui è rimasto, nonostante il desiderio di tornare al Flamengo, la sua squadra del cuore.

Melo tornerà in campo proprio questa notte, dopo aver saltato entrambe le sfide dei quarti contro il Colo Colo per squalifica: nel ritorno degli ottavi contro il Cerro Porteño è stato espulso dopo appena 3 minuti per un intervento folle e criminale sulla gamba di Caceres. Un fallaccio che ha fatto il giro del mondo, costandogli due turni di squalifica. Pena lieve, per quel che si è visto.

felipe melo

Del resto, il rapporto tra Felipe Melo e il resto del Sudamerica è particolarmente agitato. Il clou ad aprile dello scorso anno, con la tremenda rissa collettiva tra i giocatori di Palmeiras e Peñarol nei gironi di Libertadores. Lui, ovviamente, era tra i più attivi. E si è beccato sei turni di stop, chiudendo anzitempo la propria avventura nel torneo. Qualche mese prima, durante la sua presentazione, aveva detto: "Per difendere la squadra, se dovrò dare un pugno a un uruguaiano lo farò". Aveva previsto tutto.

In generale, come Tevez anche nel suo caso gli episodi controversi non mancano: ha litigato con tanti avversari, ma anche con compagni (Roger Guedes in allenamento), preparatori fisici (Omar Feitosa), giornalisti delle tv accorsi a intervistarlo all'uscita dal campo, ex calciatori (l'opinionista Neto, cuore Corinthians, chiamato "pagliaccio" in diretta televisiva). E a settembre, in piene elezioni presidenziali, ha dedicato un goal a Jair Bolsonaro, candidato di destra, attirandosi altre inevitabili polemiche.

Ma Melo è così. Prendere o lasciare. Per il Palmeiras, che già lo ha punito con più di una multa, è ormai "indomabile". Ma Scolari ne ha fatto nuovamente il perno di una squadra che, dal ritorno a luglio dell'ex ct, ha vinto 16 partite su 23 perdendone appena due. E ora si trova ad accarezzare il sogno di conquistare la seconda Libertadores dopo quella del 1999. Tevez e Boca permettendo.

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