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Bernardeschi Fiorentina JuventusGetty Images

Bernardeschi è bello carico: "Sempre più orgoglioso della Juventus"

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Nell'International Champions Cup ha avuto modo di mettere minuti nelle gambe, ora Federico Bernardeschi non vede l'ora di scendere in campo con Cristiano Ronaldo. L'ex Fiorentina ha parlato dei suoi primi mesi nella Juventus.

Intervistato ai microfoni di 'Tuttosport', l'esterno italiano si mette a disposizione anche per nuovi ruoli: "Quando il mister ha bisogno, un professionista deve essere lì pronto e mettersi a disposizione. Oltretutto, da un punto di vista personale, se c’è l’occasione di imparare un altro ruolo rispetto a quello che si fa abitualmente, penso alla mezzala, beh, non è un problema ma un piacere. Il mister valuterà il posto in cui servirò di più. A parte il centrale difensivo, dove magari farei fatica... Ovviamente io amo giocare più vicino alla porta".

L'arrivo di Ronaldo ha dato nuova linfa a tutti i compagni: "Lui è un esempio di chi ha ricoperto diversi ruoli in passato, ma poi con l’evoluzione del suo calcio si è ritrovato a giocare più possibile davanti alla porta per sfruttare quelle sue doti enormi di realizzatore: è stato veramente un pilastro, insieme con Messi. In quanto a numero di gol realizzati hanno davvero segnato e condizionato tutto il calcio. Giocare con lui sarà un piacere enorme. Sicuramente c’è sempre stata la grande speranza di giocare con i grandi campioni".

Bernardeschi si dice soddisfatto anche del suo primo anno a Torino: "Credo poi di aver disputato un buona stagione, anche se purtroppo nel momento migliore c’è stato quell’infortunio che mi ha tenuto bloccato. Ma in generale il bilancio è buono. Sono sicuro che ora avremo tutti l’occasione per riscattarci e fare ancora meglio. A Firenze mi rinfacciano la scelta Juve? Ce ne sono molti, ma ognuno fa le proprie scelte. Io sono orgoglioso di vestire la maglia della Juventus".

Nello spogliatoio bianconero non c'è più Pirlo, ma gli scherzi non mancano: "Alex Sandro è il suo erede, ma anche Perin e Pinsoglio. Sì, loro: i portieri sono i più matti. Tirano un po’ su tutti. Ma davvero, siamo un bel gruppo nel complesso: sono felice di farne parte".

Infine il capitolo azzurro, Bernardeschi manda un messaggio a Mancini: "Serviranno tempo e pazienza, ma il talento non manca: ci sono tanti giocatori forti che hanno qualità e che potranno fare la differenza, e questo deve essere un motivo di orgoglio per l’Italia. Ho conosciuto Mancini e credo che possa essere la persona giusta per far rinascere il calcio italiano".

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