Quando nell'estate del 1991 sbarca in Italia, Gabriel Omar Batistuta ha appena vinto una Copa America da protagonista con l'Argentina eppure non è ancora il Re Leone ma solo 'El Camion'. Colpa di qualche chilo di troppo perso grazie alla rigida dieta imposta al giovane attaccante da Marcelo Bielsa, suo allenatore al Newell's da dove parte la carriera di uno dei bomber più forti nella storia del calcio albiceleste.
Guarda l'episodio completo di 'Obiettivo Batistuta' su DAZN
Anche in Italia, a dire il vero, la strada inizia in salita. Batistuta a Firenze è inizialmente chiuso da Borgonovo e Branca, la svolta però è solo questione di tempo ed arriva a febbraio del 1992 quando il Re Leone ruggisce in quella che per il popolo viola resta ancora oggi 'la partita': Fiorentina-Juventus. Un colpo di testa da distanza ravvicinata fa esplodere il 'Franchi' e da quel giorno Batistuta diventa ufficialmente Batigol. Nasce così una storia d'amore lunga ben nove anni tra grandi amarezze come la retrocessione in Serie B e record personali.
L'argentino nel 1994 entra di diritto nella storia del nostro campionato andando a segno per undici partite consecutive ed al termine della stagione vince la classifica cannonieri trent'anni dopo l'ultima volta di un giocatore della Fiorentina (Orlando).
Poi arriveranno la Coppa Italia, il 'Te amo Irina' gridato davanti alle telecamere dopo il goal che vale la Supercoppa Italiana contro il Milan di Baresi a 'San Siro' e soprattutto la notte di Barcellona quando Batistuta zittisce addirittura il 'Camp Nou' in semifinale di Coppa delle Coppe. Al ritorno però a fare festa saranno i blaugrana.
GettyA Firenze nasce inoltre la famosa mitraglia, gesto con cui il Re Leone festeggiava ogni suo goal e divenuto in poco tempo un'icona del calcio mondiale. Un gesto che lo storico massaggiatore Luciano Dati ha raccontato così.
"Avevo fatto la mia maglia, 007 con la pistola, gli dissi di spararmi quando faceva goal. E in quel modo nacque la mitraglia".
Dopo aver sfiorato il sogno Scudetto in viola sotto la guida del Trap e aver violato anche Wembley, Batistuta vince finalmente il tricolore nella stagione successiva ma con la maglia della Roma dove trova subito il giusto feeling con capitan Totti e chiude il primo campionato in giallorosso con un bottino di 20 reti.
Batistuta però non riesce a dimenticare Firenze e così quando il 26 novembre 2000 segna il goal decisivo contro la 'sua' Fiorentina non può trattenere le lacrime. L'argentino resterà alla Roma solo tre anni, prima di una breve quanto sfortunata esperienza all'Inter dove il Re Leone si accorge di non saper più ruggire come ai bei tempi e decide di chiudere la carriera in Qatar. Una carriera da bomber: El Camion è diventato Batigol.


