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Gabriel Martinelli Brazil 2022Getty

Il Barcellona su Martinelli: quando poteva prenderlo, ma non ha creduto in lui

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La stagione della sua definitiva consacrazione è stata quella 2021/2022, quando si è imposto come uno dei punti fermi dell’Arsenal, ma sarà probabilmente l’annata 2022/2023 quella che segnerà effettivamente la vera svolta della sua carriera.

Gabriel Martinelli, uno tra i più brillanti talenti proposti negli ultimi anni dalla Premier League, sta vivendo quella fase che solitamente conduce al definitivo salto di qualità.

Trascinatore dei Gunners di Arteta, squadra che è riuscita a spingersi fino alla vetta della classifica del campionato inglese, grazie alle sue giocate e ai suoi numeri (sono cinque i goal sin qui messi a segno, accompagnati da due assist, nel torneo in quattordici partite) si è guadagnato un posto tra i ventisei convocati che stanno rappresentando il Brasile a Qatar 2022.

Un cammino in continua ascesa e d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Duttile, veloce, tecnico e ambidestro, è il prototipo dell’attaccante moderno. E’ uno di quei giocatori che può cambiare una partita con un’intuizione o con una giocata geniale, ma la strada che l’ha portato ad essere tra i più forti al mondo, non è stata di quelle brevi.

Sì perché se oggi le sue qualità sono note a tutti gli appassionati, in passato club importanti, e tra l’altro soliti individuare e lanciare giovani talenti, non hanno intravisto in lui le potenzialità del campione.

Non l’hanno fatto il Manchester United e nemmeno il Barcellona e, a svelarlo in una recente intervista a ‘The Players' Tribune’, è stato lo stesso gioiello brasiliano.

“Facevo parte di un proteggi del Manchester United. Sono stato lì per diverse prove. Ho anche incontrato molti tra i giocatori senior. Avevo 17 anni, ho svolto la mia ultima sessione e sono tornato in Brasile in attesa di notizie.
Un giorno mio padre mi chiama in soggiorno. Aveva parlato con il mio agente e… beh, lo United aveva detto di no.
Non solo ‘No, per quest’anno’.
Era un ‘No, non lo vogliamo. Affatto’.
Sono onesto, ero scosso. Mi avevano visto giocare diverse volte ed ero certo che mi avrebbero ingaggiato”.

Molto più breve è stata la ‘parentesi Barça’.

“Poche settimane dopo ho un’altra prova, al Barcellona. Ho trascorso 15 giorni lì. Nemmeno loro mi volevano. Era più facile da accettare la cosa, si trattava solo di una prova. Ancora…
Ricordo di essermi seduto con mio padre e di aver detto: ‘Cosa faremo?’”.

Quello che Martinelli non può sapere è che quei due ‘rifiuti’ rappresenteranno la sua fortuna. In Brasile riesce a mettersi in mostra con l’Ituano nella Copinha, la Coppa Giovanile di San Paolo, e tra i club che decidono di puntare su di lui c’è anche l’Arsenal, che nel 2019 anticipa la concorrenza e lo fa suo.

Gabriel Martinelli Arsenal 2022-23

Il talento brasiliano si abitua alla vita londinese, viene aggregato subito alla prima squadra ed inizia quella scalata che lo porta ad essere non solo un uomo di punta nel sistema di gioco di Mikel Arteta (ha giocato tutte le partite da titolare in questa stagione in Premier League), ma anche uno dei giocatori più desiderati del pianeta.

Desiderato al punto che da qualche giorno si parla di un forte interesse del Barcellona per lui. Secondo quanto riferito in Spagna da ‘Sport’ infatti, il club blaugrana ha individuato proprio nel brasiliano l’ennesimo campione da regalare a Xavi, con il quale rafforzare un reparto offensivo che già prevede Ansu Fati (con il quale Martinelli si è allenato nel corso dei suoi quindici giorni di prova in blaugrana), Ferran Torres, Dembele, Raphinha, Lewandowski e Depay.

Il futuro dirà se Gabriel Martinelli diventerà mai un idolo del Camp Nou. Quello che oggi è certo, è che il Barcellona avrebbe potuto farlo suo tempo fa e per cifre certamente ‘umane’.

Da allora il gioiello brasiliano ne ha fatta di strada e convincere il club che più ha creduto in lui, ovvero l’Arsenal, a cederlo non sarà certamente facile.

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