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Mauro Icardi Inter 2018-19Getty Images

Barcellona-Inter, Icardi non graffia: pochi palloni per far male

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L'apoteosi del derby conquistato all'ultimo secondo sembrava il modo migliore di presentarsi alla sfida delle sfide del 'Camp Nou' contro un Barcellona orfano di Lionel Messi: nonostante questo, l'Inter non è riuscita ad avere il guizzo giusto, a fare quel passo in più per creare una superiorità numerica che si sarebbe rivelata decisiva.

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I nerazzurri non sono stati particolarmente prolifici in fase offensiva, particolare situazione che solitamente va a finalizzare il bomber principe: Mauro Icardi ha lottato e sgomitato, senza però riuscire a farsi spazio tra i due possenti Piqué e Lenglet, ossi decisamente duri da superare.

L'occasione più nitida per il capitano interista è arrivata dopo sedici minuti: cross basso di Perisic e deviazione dopo un inserimento dei suoi sul primo palo, Ter Stegen scavalcato dal pallone che termina comunque alto non di molto.

Da quel momento in poi le difficoltà sono state sempre maggiori, a giudicare dagli appena 24 palloni giocati e dai 10 possessi persi, merito della maggiore tenacia mostrata dalla coppia di centrali difensivi blaugrana.

Per capire quanto sia stata complicata la serata di Icardi, basta vedere come anche Lenglet sia stato più incisivo di lui: ben quattro conclusioni totali (secondo solo a Suarez nei 90 minuti) di cui tre nello specchio della porta con Handanovic protagonista.

La feroce pressione catalana ha portato l'argentino anche a sbagliare praticamente la metà (53.3% quelli riusciti) dei passaggi effettuati (appena 15). Si è subito notata la grande distanza tra lui e gli esterni, componente fondamentale che ha determinato in negativo la sua prova.

La situazione è leggermente migliorata con l'inserimento di Politano e Keita Balde: le nuove frecce di Spalletti si sono spesso accentrate considerata la difficoltà di trovare spazio sugli esterni, permettendo a Icardi di avere più soluzioni di passaggio (il tacco a smarcare l'ex Sassuolo, che ha poi tirato alto, è una di queste).

Il fascino e la sensazione d'immensità data dal 'Camp Nou' ha forse giocato un cattivo scherzo: a San Siro dovrebbe essere tutto diverso, a cominciare dagli spazi che si preannunciano maggiori. Ed è proprio in quelli che Icardi sa come far male.

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