Notte di sogni, di speranze, di esami. Quello contro il Barcellona è il banco di prova che vale una stagione e può riscrivere la storia, col Napoli che sfida Messi e soci a caccia dell'impresa che varrebbe i quarti di Champions.
Gattuso affila le armi, ha pronto il suo plotone, nel quale immancabile c'è anche Fabian Ruiz. Già, il 'chico' di Spagna che punta a dare un dispiacere alla Spagna, ironia di un sorteggio che mette di fronte l'ex Betis ai blaugrana.
Primo round 1-1, adesso si gioca al Camp Nou in un dentro o fuori senza scampo nè pubblico: azzurri chiamati al colpaccio altrimenti il 2019/2020 sarà finito, così come il sogno europeo. Fabian è pronto, scalda i motori, la mattonella di centrodestra in mediana è la sua.
Fabian e Zielinski, interni di talento ma poco costanti: qualità enormi e difetti di continuità, contro il Barça Ruiz deve smentire chi lo vede un grande giocatore nei piedi e meno nella tenuta mentale, esaltandolo e criticandolo a stretto giro. Croce e delizia, come si suol dire.
Quel mancino da urlo stuzzica proprio i catalani, tra i principali estimatori del classe '96 e che da mesi hanno potenziato il segnale radar in direzione Napoli, dove "Fabi" è diventato un perno chiamato a consacrarsi in via definitiva.
Giocate, belle prestazioni, poi momenti 'down' nei 90' in cui errori e 'latitanza' fanno arrabbiare, stupiscono. Tutto legato a potenzialità oggettive, altrimenti nessuno si porrebbe domande: Ruiz è forte, ma deve dimostrare di esserlo a 360 gradi e soprattutto con costanza.
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Getty ImagesNel centrocampo di Gattuso ci sta a meraviglia: da regista con Ancelotti ha 'toppato', il suo habitat è quello di interno. Carletto lo ha piazzato un po' ovunque, persino in fascia o dietro la punta, con scarsi risultati. Una mezzala tecnica e moderna, se Fabian intriga il Barcellona (che ci ha anche provato) non è un caso. Immaginatevelo in blaugrana, sarebbe ideale, invece Barça-Napoli la gioca con un'altra maglia, quella di chi ci ha puntato versando 30 milioni al Betis due estati fa venendo ricambiato con 85 presenze e 11 goal.
De Laurentiis oggi lo valuta ben più del doppio, anche se i cali di rendimento fanno vacillare anche il costo del cartellino: 70, 80, 100? Chissà, ma al momento una cessione non sembra plausibile. Fosse solo per le idee di Ringhio - che in conferenza gli riserva parole al miele - e l'obbligo di rilanciare il progetto dopo una stagione tormentata.
"Ha grandi margini di miglioramento, sa esprimersi con tecnica e palleggio e può migliorare ancora. Ci sta dando tanto, è molto interessante e avrà una grande carriera davanti a lui".
A proposito: chi allena il Barça - seppur probabilmente ancora per poco - è Quique Setién, il suo mentore in Andalusia nel 2017/2018 (35 gettoni, 3 goal e 6 assist) prima che entrambi imboccassero le strade attuali. Il tecnico che gli ha fatto compiere il salto non dimentica il suo pupillo, accrescendo i rumors su Fabian al Barça.
"L'ho allenato quando eravamo a Siviglia e già allora capii che era forte, di un livello straordinario".
I riflettori del Camp Nou saranno anche su di lui, su un Fabian Ruiz titolare e di qualità, com'è di qualità l'ostacolo che separa il Napoli dai quarti: partita difficile, anzi difficilissima, per molti proibitiva, ma c'è anche chi ci crede.
L'8 azzurro, nella notte Champions da dentro o fuori, è tra le attrazioni più attese: stimato da tutti e gioiello con certezze da consolidare, ecco perchè Barcellona-Napoli sa di esame.




