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Pardew bananaGetty/GOAL

Banane lanciate contro i giocatori di colore: Pardew lascia il CSKA Sofia

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Alan Pardew non si è girato dall'altra parte, dopo quanto accaduto nel match tra CSKA Sofia e Botev Plovdiv. Un gran numero dei tifosi di casa è razzista? Bene: tante care cose, ma così non si può andare avanti. Per questo, il tecnico inglese lascerà la capitale.

Tutto è iniziato dopo la sconfitta in finale di Coppa di Bulgaria nel Derby tra il CSKA di Pardew e il Levski, vincitore. Un risultato che ha portato i tifosi di casa ad accogliere in maniera incredibilmente razzista i giocatori di colore in occasione della prima partita di campionato successiva.

Quattro giocatori di colore, infatti, sono stati oggetto di abusi razzisti e verso di loro sono state tirate delle banane all'esterno dello stadio. Inizialmente i giocatori di Pardew, Youga, Mazikou, Bai e Garces si sono rifiutati di giocare, ma in seguito sono tati convinti. Sconvolto ed arrabbiato per l'incidente, si è messo subito in moto per dire no grazie: addio.

Pardew ha infatti deciso di lasciare il club, insieme all'assistente Alex Dyer, il primo uomo di colore a ricoprire un ruolo di allenatore nel club.

"Gli eventi prima e dopo la partita contro il Botev Plovdiv sono stati inaccettabili non solo per me, ma anche per il mio assistente Alex Dyer e per i miei giocatori. Hanno deciso di giocare per lealtà verso il club. Questo piccolo gruppo di tifosi razzisti organizzati, che ha cercato di sabotare il match, non sono persone voglio vedere di fronte alla squadra. Non è sicuramente il modo giusto per il CSKA perché un club del genere merita molto di più".

"Vorrei esprimere la mia gratitudine verso tutti i veri tifosi del CSKA per il loro supporto e passione. Voglio anche ringraziare Grisha e Dani Ganchev [i proprietari del club] per i loro sforzi nel portare avanti il ​​club nonostante tutte le sfide e le circostanze. È stato un privilegio e un onore servire questo grande club. Sfortunatamente, il mio tempo qui è giunto al termine".

Pardew era arrivato a Sofia nel novembre 2020 come direttore tecnico, dunque come consulente e infine come allenatore nello scorso aprile. Un mese dopo il ritorno in panchina, l'addio: limite superato.

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