Mario Balotelli è sbarcato in quel di Monza sotto Natale a mò del più bel regalo che si possa trovare sotto l'albero. Lo pensava Silvio Berlusconi, lo pensavano Adriano Galliani e Cristian Brocchi. Lo pensavano soprattutto i tifosi del Monza che già pregustavano il campionato di B come semplice rituale di passaggio prima dell'approdo in massima serie.
L'inizio era stato di quelli ben auguranti: esordio datato 30 dicembre sul palcoscenico dello Stadio Brianteo di Monza, avversario di turno la Salernitana. Prima da titolare per "Super Mario" e subito a segno dopo 4 minuti di gioco.
Sembrava l'inizio di una cavalcata trionfale con il numero 45 a fare da apripista verso l'El Dorado della A e, invece, qualcosa si è inceppato. Dopo quel guizzo contro i campani, Balotelli è sparito letteralmente dai radar fino a febbraio inoltrato causa noie muscolari.
Poi il ritorno per un filotto di partite in cui ha ritrovato la via del goal sul campo del Chievo Verona. Un lampo e poi nuovamente il buio. Da marzo in poi su 9 match ufficiali ne gioca 3 e gli interrogativi si infittiscono.

Ieri il Monza è tornato al successo piegando in casa la Cremonese 2-1. Di Balotelli neanche l'ombra e a fine gara Brocchi si è espresso così.
"Da quando è arrivato il suo comportamento è sempre stato ottimo. Per giocare in B deve riuscire a trovare continuità di allenamento e una condizione accettabile. In questa categoria c'è tanto agonismo e la condizione fisica è essenziale per poter esprimere la sua qualità. Lui deve allenarsi tutti i giorni altrimenti poi è difficile scendere in campo".
Se non un ultimatum, qualcosa che gli somiglia molto. La sensazione - a fronte di 2 goal in appena 387' di calcio giocato - è che per l'ex attaccante di Milan, Inter, Liverpool e Manchester City si tratti dell'ennesima occasione sprecata. Un'altra ancora.


