Da qualche anno ha ormai intrapreso il percorso che lo porterà a diventare a tutti gli effetti un allenatore di prima squadra (ad oggi ricopre il ruolo di collaboratore tecnico nello staff di Iachini alla Fiorentina). Ma Alberto Aquilani, e lo ricorderete tutti, all'inizio del nuovo millennio era uno dei centrocampisti più promettenti sul panorama italiano ed europeo.
Sia chiaro, non stiamo parlando né di un bidone né di una meteora, ma sicuramente con quella classe, Aquilani avrebbe potuto lasciare molto di più al calcio. Sia in termini di continuità di rendimento, sia soprattutto in termini di trofei vinti in carriera.
L'ex centrocampista della Roma, infatti, ha avuto modo di giocare spesso per squadre vincenti, storiche e blasonate. A partire dai primi anni alla Roma, fino soprattutto a vestire le maglie di squadre come Juventus e Milan. Per non parlare del Liverpool...
Eppure dando un'occhiata alla bacheca di Aquilani, si possono individuare solo tre trofei vinti a livello di club, tutti risalenti al periodo della Roma: due Coppe Italia ed una Supercoppa Italiana.
Si trattava tra l'altro dei suoi primi anni veri da professionista alla Roma, ed infatti aveva 23 e 24 anni ai tempi di quei trofei. Poi cominciò ad avere i primi problemi muscolari ed il club giallorosso (anche se sembrava destinato a diventare una bandiera della squadra) accettò un'offerta del Liverpool da 20 milioni di euro.
Doveva essere il grande balzo in alto della sua carriera, ma il Liverpool in quegli anni non era certamente quello vincente di adesso, gestito da Klopp. E dopo aver segnato un solo goal in Premier League, finisce in prestito alla Juventus.
E qui si ha la conferma che Alberto Aquilani, a livello di tempistica, non è certamente un uomo fortunato. Capita in quella squadra in un momento non certamente esaltante per la storia dei colori bianconeri.
L'anno prima la Juventus era arrivata settima in campionato e anche la stagione che giocò Aquilani, vide la Vecchia Signora arrivare settima in Serie A. Eppure, soprattutto all'inizio, Aquilani aveva fatto ben sperare. Lui recentemente ha parlato in questi termini dell'avventura in bianconero.
"Venivo da problemi fisici, fu una stagione strana. Alla fine del girone d’andata eravamo secondi, poi siamo sprofondati. Fu fallimentare, ma sono orgoglioso di aver giocato in una delle squadre più importanti d'Europa. Quando ho annunciato il ritiro poi nel 2019, il presidente mi ha mandato un messaggio per ringraziarmi per aver partecipato alla rinascita del club. Vale più di mille contratti".
Quell'anno il Milan vince lo Scudetto e, in estate, proprio il club rossonero preleva in prestito Alberto Aquilani dal Liverpool. La Juventus infatti non lo riscattò ed il giocatore tornò momentaneamente ai Reds, prima che i rossoneri lo prendessero in prestito. La Juventus lo lasciò andare anche perché a Torino arrivò Andrea Pirlo, insieme ad Antonio Conte in panchina. Il resto della storia lo conosciamo...
Il centrocampista romano si trovò quindi in un Milan che aveva appena vinto lo Scudetto, pieno zeppo di campioni. Sembrava il momento perfetto della sua carriera per vincere un titolo nazionale di una certa rivelanza. Ed invece indovinate un po' chi vinse la Serie A? Proprio la Juventus che lui aveva appena lasciato...
"Quell’anno c’era Allegri in panchina e la nostra era una squadra davvero incredibile, se ci ripenso ho davvero molta nostalgia. Nello spogliatoio c’erano Seedorf, Nesta, Inzaghi, Gattuso, Ibrahimovic, Thiago Silva, Robinho, e posso continuare ancora, li ricordo tutti a memoria. Zlatan era qualcosa di incredibile, uno dei più forti con cui io abbia giocato. Lo metto sul podio, dopo Totti e Gerrard. Rimpianti per uno Scudetto perso in maniera incredibile e per un infortunio grave che mi ha impedito di chiudere la stagione come avrei voluto, ma i ricordi sono belli".
Sembra la storia di Zlatan Ibrahimovic che insegue la Champions League, e più la insegui, più quella scappa... Così Aquilani, pur essendo un doppio ex di Juventus e Milan (non certo un 'cimelio' così frequente tra i calciatori professionisti), lasciò le due squadre senza vincere nulla in entrambe le occasioni.
Tornò momentaneamente al Liverpool, per poi ritrovarsi un po' alla Fiorentina. Qui ha giocato con più continuità, prima di cadere però a poco a poco sempre più in basso a livello sportivo tra Sporting, Pescara, Sassuolo e Las Palmas.
Incredibile come un giocatore con immensa classe, che ha giocato in carriera con gente del calibro di Totti, Del Piero, Gerrard e Ibrahimovic (per citarne solo una piccolissima parte) non riuscì a vincere nessun campionato, né in Italia e né all'estero. Ma anche questo è Alberto Aquilani...




