11 giugno 2007. Sonny Anderson è nel cerchio centrale dello Stade de Gerland per l'ultima volta. La figlia tenuta per mano, lo sguardo rivolto verso un gigantesco striscione appeso in curva: "I grandi giocatori passano, le leggende restano. Non ti dimenticheremo Sonny".
Anche Christophe Dugarry, Marcel Desailly, Pep Guardiola, Enzo Scifo, Lilian Thuram, Rai e Thierry Henry hanno letto lo striscione. Erano tutti lì, loro che si sono contraddistinti come alcuni dei più grandi giocatori della storia della Ligue 1, per rendere omaggio all'attaccante brasiliano. Per omaggiare un amico, per celebrare i suoi successi.
Sulle tribune, 27000 spettatori. Tutti accorsi per omaggiare un personaggio che li aveva portati nella terra promessa. Nell'altra curva, un secondo striscione, probabilmente il più adatto in una serata del genere: "Lione ha sognato, Sonny l'ha fatto... Grazie".

I tifosi del Lione avevano coltivato quel sogno per più di 50 anni. La storia del club, nato nel 1950 e vincitore del suo primo titolo nel 2001, può essere suddivisa in due periodi: prima di Sonny e dopo Sonny.
Il presidente Jean-Michel Aulas aveva acquistato il club in seconda divisione, nel 1987, ma senza avviare una rivoluzione immediata. E senza produrre sin da subito investimenti massicci in giocatori di nome. Il visionario patron, in ogni caso, aveva saputo cambiare il Lione fuori dal campo.
Nei successivi 20 anni, il Lione seppe infatti concentrarsi sull'ingrandimento della propria struttura: da 4, i membri dello staff del club diventarono 150. Cambiò anche la politica societaria, concentrata sulla crescita di prodotti fatti in casa: Ludovic Giuly, Karim Benzema, Hatem Ben Arfa e gli ultimi, Nabil Fekir e Alexandre Lacazette.
Il Lione vinse la Ligue 2 due anni dopo l'arrivo di Aulas. Ma 13 anni più tardi stava ancora attendendo l'arrivo del titolo più importante. Anche se aveva saputo qualificarsi per la Champions League grazie al terzo posto del 1998/98, e poi anche nella stagione successiva.
In quel momento, Aulas si rese conto che la squadra necessitava di un ultimo step. E acquistò Anderson dal Barcellona, riportandolo in Francia - al cambio attuale - per 18 milioni di euro, cifra record nella storia del club. Il triplo rispetto al precedente primato, stabilito con l'acquisto di Vikash Dhorasoo.

Sonny Anderson era stato una rivelazione in Ligue 1 prima del suo trasferimento in Spagna. La sua storia francese era iniziata nel 1994, quando il Marsiglia lo aveva prelevato dagli svizzeri del Servette. Poi il passaggio dopo pochi mesi al Monaco.
I goal li continuò a segnare anche nel Principato. “Non credo che ci siano molti attaccanti migliori di lui nel calcio europeo”, disse il capitano del Monaco, Franck Dumas. “Conosce tutte le finte del mondo ma non giocherà mai per i fotografi”.
Sonny infatti una volta rimproverò un giovanissimo Thierry Henry esattamente per questo motivo e lo stesso Henry, anni dopo, ammise che quella lavata di capo rappresentò per lui una svolta nella sua carriera.
Sonny si laureò capocannoniere nella stagione 95/96 con 21 reti e realizzò altri 19 goal nell’annata successiva quando il Monaco si laureò campione di Francia. Le sue prestazioni convinsero il Barcellona a sborsare 17 milioni di euro pur di farlo suo.
“Lui poteva segnare di destro o di sinistro. Sapeva tenere palla, vincere i contrasti aerei e giocare la palla. Poteva fare tutto e l’ha fatto”, disse John Collins, un altro suo compagno di squadra ai tempi del Monaco, alla BBC.

Al Camp Nou vinse due volte la Liga ma, se la sua bacheca si era arricchita, in Spagna non riuscì mai realmente a brillare. Aulas colse l’occasione.
Nella sua prima stagione al Lione, Anderson si è laureato capocannoniere della Ligue 1 con 23 reti, il tutto mentre la sua squadra chiudeva l’annata al terzo posto. Nel torneo successivo è ancora il miglior bomber in assoluto con 22 goal e il Lione compie un altro passo in avanti piazzandosi secondo alle spalle del Nantes.
Poi finalmente il momento tanto aspettato. Anderson nella stagione 2001/02 segna 14 reti e il Lione è campione. Il sogno era diventato realtà. Da lì in poi una serie di trionfi. Realizza 12 reti nell’annata successiva e la sua squadra mantiene il titolo iniziando quell’epopea che alla fine lo vedrà laurearsi per sette volte consecutivamente campione della Ligue 1. Con il Lione, in quattro stagioni, segnerà qualcosa come 71 goal in 110 partite di campionato.
In totale, Anderson ha realizzato 138 reti in 221 gare di Ligue 1 vincendo tre titoli. Due di questi hanno rappresentato sogni divenuti realtà, due trionfi che il Lione dimenticherà mai e per i quali a Lione gli saranno eternamente grati.


