Quella che andrà in scena questa sera al Parco dei Principi, non sarà per forza di cose una partita come tutte le altre per Carlo Ancelotti. Tornerà a Parigi sapendo che il suo Napoli è primo nel durissimo Gruppo C di Champions League e che quindi in palio ci sono punti pesanti per il prosieguo dell’avventura europea della compagine partenopea, e lo farà da grande ex.
Quella del PSG è infatti una delle tante panchine prestigiose che il tecnico di Reggiolo ha collezionato nel corso della sua straordinaria carriera. Un’avventura, quella all’ombra della Torre Eiffel, coincisa con la sua seconda esperienza all’estero dopo quella in Inghilterra al Chelsea, che ha preceduto poi le stagioni in Spagna e Germania al Real Madrid ed al Bayern, prima del suo ritorno dopo nove anni in Serie A proprio al Napoli.
Un’esperienza, quella parigina, nella quale si sono alternate cocenti delusioni e grandi soddisfazioni. E’ un PSG totalmente rinnovato e agli albori di un nuovo straordinario ciclo quello che Ancelotti trova al suo arrivo in Francia. Il club parigino è da pochi mesi diventato di proprietà del ricchissimo Qatar Investment Authority il quale, dal canto suo, già in estate fa capire quale sono le sue ambizioni assicurandosi in sede di mercato giocatori del calibro di Sirigu, Matuidi, Sissoko, Menez e Pastore.
Un lusso per la Ligue 1 ed infatti la squadra, guidata da Antoine Kombouaré, chiude il girone d’andata da campione d’inverno. Alla nuova proprietà però questo non basta. Serve un allenatore di blasone conosciuto in tutto il mondo che aumenti ulteriormente l’appeal della società e quindi, in maniera clamorosa, si decide per un cambio in corsa ed il prescelto per guidare la nascita di un nuovo ciclo vincente è proprio Carlo Ancelotti.
GettyIl tecnico italiano, al quale viene garantito un ingaggio faraonico, viene ingaggiato ufficialmente il 30 dicembre 2011 e le sue prime partite fanno pensare ad una cavalcata trionfale. Vince tra Coppa di Francia e campionato le sue prime cinque gare consecutivamente, la squadra, ulteriormente rafforzata dagli arrivi di Maxwell,Alex e Thiago Motta, sembra pronta al definitivo salto di qualità quando qualcosa si rompe. Prima a marzo arriva l’eliminazione dalla Coppa di Francia per mano del Lione e poi una serie di passi falsi in Ligue 1 che portano all’incredibile sorpasso da parte di un Montpellier capace di laurearsi per la prima volta campione di Francia con appena tre punti di vantaggio.
Le polemiche sono tante, sono in molti i sostenitori a criticare a fine stagione a criticare la scelta della società di cambiare allenatore a stagione in corso, il progetto però va avanti e in Ancelotti si vede ancora l’uomo giusto per far cambiare dimensione alla squadra.
In estate Leonardo, il direttore sportivo al quale il Qatar Investment Authority ha fin da subito assegnato il compito di dare vita ad un nuovo PSG, regala al tecnico italiano rinforzi straordinaria qualità come un giovanissimo Verratti, Lavezzi e soprattutto Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic: la Ligue 1 ha il suo padrone prima ancora di iniziare.
Ancelotti è il condottiero di una squadra che non riesce ad arrivare lontano né in Coppa di Lega, né in Coppa di Francia e che in Champions viene eliminata per i goal in trasferta dal Barcellona ai quarti, ma in campionato non c’è storia.
I parigini, che in inverno accolgono anche David Beckham, trascinati anche da un Ibrahimovic capace di segnare 30 goal in 34 partite, dominano il torneo e, in virtù di 25 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte, si laureano campioni di Francia per la prima volta dopo 19 anni, lasciando l’Olympique Marsiglia staccato di 12 lunghezze.
E’ l’ultimo atto della non lunga ma intensa e non sempre semplice esperienza parigina di Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano vede concludersi la sua avventura francese con un trionfo che gli consente di vincere il suo terzo titolo nazionale in tre campionati differenti.
Il resto è storia recente, il PSG ha visto interrotto il suo dominio in Francia solo nella stagione 2016/17 (a sorprendere tutti fu il Monaco) prima di tornare a vincere. Nella sua straordinaria sequela di successi c’è anche la mano di Ancelotti che, tra i primi a credere nel progetto dell’allora nuova proprietà, ha con il suo lavoro fatto crescere tanti talenti, con il suo blasone attirato tanti campioni e con la sua abitudine a vincere fatto fare un balzo in avanti ad un intero club.





