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L'ambizione di Conte: "Lascerò un'Inter migliore di quella che ho trovato"

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Antonio Conte vive la sua seconda stagione alla guida dell'Inter, dopo il secondo posto dell'anno scorso, unito alla sconfitta in finale di Europa Leauge contro il Siviglia. Quest'anno è ripartito tra tante difficoltà, ma con la stessa ambizione. Della quale ha parlato alla 'Gazzetta dello Sport'.

"Sono un martello, ma solo così si cresce. Senza una cultura della vittoria non si può mai arrivare ai successi, ma questa arriva attraverso il lavoro, l’organizzazione. Quando un giorno, spero lontano, andrò via, di una cosa sono certo: l’Inter che lascerò sarà migliore di quella che ho trovato, sotto tutti i punti di vista. Come è sempre successo in ogni società dove sono stato".

Una crescita iniziata con il secondo posto dello scorso anno, soltanto a un punto dalla Juve. Non è però la distanza dai bianconeri l'aspetto più positivo della scorsa stagione per Conte.

"Siamo finiti a -1 anche perché la Juve, dopo aver vinto il titolo, nelle ultime partite ha un po’ mollato. Paradossalmente sono più fiero di essere arrivato così davanti al Napoli, che partiva per vincere lo scudetto. Della Juve non ricordo solo il -1 finale, ma anche la partita che hanno giocato e vinto contro di noi pre-lockdown. In cui loro hanno mostrato di avere ancora intatta cattiveria e fame di successo. Noi stiamo lavorando per non essere da meno".

Quest'anno, invece, la stagione non sembra iniziata con il piede giusto: l'Inter ha vinto soltanto una delle ultiime otto partite giocate tra Serie A e Champions League.

"L’immagine dell’Inter da parte degli avversari è cambiata, e questo significa che abbiamo fatto bene. Ma anche che le partite contro di noi vengono preparate diversamente: giocano tutti alla morte e con la massima concentrazione. Questo campionato è più difficile rispetto a quello scorso".

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Oltre al campionato, l'Inter cerca conforto anche in Champions League. Dove però sta affrontando diverse difficoltà. Una su tutte, la classifica che vede i nerazzurri con due soli punti.

"Serve un'impresa per passare il turno, ma abbiamo dimostrato nelle tre partite giocate, nonostante i risultati non ci abbiano sorriso, di poterci stare. E faremo di tutto per restarci".

Spazio anche per una battuta su Eriksen, che non sembra ancora essere entrato nei meccanismi di gioco nerazzurri e continua a vivere un 2020 a fasi alterne.

"Tutte le scelte che faccio sono sempre e solo per il bene dell’Inter non per quello del singolo giocatore".

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