Con la maglia dell'Inter e della Nazionale Marco Materazzi è riuscito a vincere tutto, ma la carriera del ruvido centrale difensivo è stata anche molto altro. Dalle giovanili alla Lazio all'esplosione con il Perugia, passando per la breve avventura in Premier League con la maglia dell'Everton.
10 anni intensi di nerazzurro, ma l'avventura di Materazzi ai piedi della 'Madonnina' è iniziata soltanto nel 2001 quando aveva già 28 anni: una vita calcistica arrivata tardi nei piani alti, dopo una lunga gavetta iniziata nelle giovanili della Lazio, la società dove il padre allenava quando era bambino.
E parte proprio da qui, dai colori biancocelesti, la passione di Marco per quello che sarebbe diventato poi il suo mondo. A rivelarlo è proprio il diretto interessato nel corso di una diretta 'Instagram', durante la quale confermava la propria simpatia nei confronti dell'Aquila:
"Da piccolo quando mio padre la allenava, ero tifoso della Lazio. Tifavo per la squadra che ci dava da mangiare (ride ndr)".
Dopo i primissimi passi degli anni '90 arrivano i trasferimenti siciliani al Messina, al Tor di Quinto, al Marsala e al Trapani, prima di iniziare la vera grande scalata al Perugia. E' il 1 luglio 1995 quando la società umbra decide di puntare su quel possente centrale difensivo, dotato però di un sinistro fuori dal comune per il ruolo.
GettyFenomenale nel gioco aereo, ruvido negli interventi ma efficace in marcatura: specialista nei calci piazzati e nei calci di rigore, per Materazzi inizia la vera grande ascesa. Nel '96 la breve esperienza in prestito al Carpi, poi le sirene inglesi.
L'Everton bussa alla porta del Perugia e cede la maglia numero 15 al difensore classe '73, considerato il profilo perfetto all'interno dell'esasperato atletismo del gioco 'british': voluto espressamente dall'allenatore Walter Smith, il primo impatto è incoraggiante e Marco conquista immediatamente un posto da titolare, siglando il suo primo goal in League Cup contro l'Huddersfield. La prima e unica rete in Premier arriva invece in un sonoro 5-0 al Middlesbrough.
La squadra delude però le aspettative e qualche espulsione di troppo lo fa finire nel mirino della critica: la sua avventura inglese terminerà con un infortunio dopo una sola stagione con 33 presenze all'attivo.
GettyRiacquistato dal Perugia l'anno successivo, Materazzi diventa ben presto il leader della squadra con il record di 12 goal segnati, il massimo raggiunto da un difensore in un solo campionato. La stagione 1999-2000 termina con l'ormai celebre sgambetto alla Juventus in quel Perugia-Juventus decisa dalla rete di Calori sotto il diluvio.
"Di quella partita ricordo che faceva freddo, pioveva, la prima mezzora la Juve doveva fare quattro goal ma non li ha fatti. La realtà è questa, quando c’era ancora il sole ci avevano preso a pallonate. Poi l’unico calcio d’angolo del secondo tempo, dove erano sei contro uno, si sono fatti goal da soli. Come il 5 maggio? Come storia è stata molto simile".
Un campionato memorabile che gli vale la prima convocazione in Nazionale e l'interesse dell'Inter, dove scriverà successivamente un pezzo di storia del club.
GettyUna carriera importante esplosa soltanto in tarda età, costellata però anche da qualche curioso aneddoto extra campo. Nel 2009 Materazzi querela i Manetti Bros, registi della serie 'L'ispettore Coliandro', che nel corso di una puntata definiscono lo stesso giocatore 'bastardo' in riferimento ai troppi cartellini rossi rimediati: "Pure stavolta s’è fatto espellere".
Materazzi non la prende bene e chiede un risarcimento pari a un euro per ogni spettatore, per un totale di circa 2 milioni e 300 mila: successivamente i due registi offrono un ruolo al calciatore all'interno della serie successiva, ma la causa va avanti fino ai primi segnali distensivi durante l'udienza del 2010:
"Non ho problemi a chiedere un risarcimento simbolico da devolvere in beneficenza".
La storia di un giocatore diventato grande con una lunga gavetta, capace di raggiungere l'olimpo del calcio mondiale senza sconti: Materazzi, spesso criticato per un gioco fin troppo irruento, si è costruito una meravigliosa carriera passo dopo passo, entrando per sempre nei cuori nerazzurri e nei ricordi di un'intera nazione, che nel 2006 ha urlato al cielo il suo nome.


