Dare molto credito alle amichevoli estive può rivelarsi un'arma a doppio taglio ma, nel caso della Juventus, è lecito non sottovalutare il campanello d'allarme attivato dal pesante 0-4 contro l'Atletico Madrid, trascinato da un Alvaro Morata in stato di grazia.
Proprio lo spagnolo, che fino a poche settimane fa si trovava agli ordini di Allegri, ha letteralmente fatto a pezzi la difesa bianconera, dimostrando che i 35 milioni richiesti dai 'Colchoneros' per il diritto di riscatto forse non erano poi così sbagliati.
Fase difensiva a parte, ciò che preoccupa nell'ambiente bianconero è la facilità con cui spesso si riesce a cadere nel tranello degli avversari, unita ad un'organizzazione offensiva che ha fin qui mostrato parecchie lacune nonostante l'ingaggio di Di Maria, cerotto importante ma non soluzione a tutti i mali che affliggono la 'Vecchia Signora'.
Vlahovic è un valore aggiunto, ma la difficoltà nel liberargli spazi utili per poter far male balza all'occhio: il serbo appare depotenziato da un sistema che non esalta al massimo le sue qualità da bomber di razza, messe in mostra con una certa continuità soltanto nelle prime battute della sua avventura juventina.
Se poi aggiungiamo pure l'autogoal di Kean, punito per motivi disciplinari e presente nemmeno in panchina, il quadro è completo: l'italiano è stato tra i migliori dell'estate juventina e i parametri fisici offerti ad inizio ritiro nient'altro erano che il risultato di un lavoro precedente, volto a farsi trovare pronto per l'avvio di stagione. Lavoro certosino parzialmente oscurato dall'esclusione di ieri.
Allegri dovrà trovare le giuste contromisure, visto che Chiesa ne avrà ancora per un po': il peggio, relativamente all'infortunio al crociato, è passato, ma la parola d'ordine per la gestione del suo caso è indubbiamente 'cautela', per non forzare un rientro che i tifosi vorrebbero avvenisse in tempi brevi.
Il tempo a disposizione del tecnico è quasi esaurito: tra una settimana esatta ci sarà l'esordio in campionato all'Allianz Stadium contro il Sassuolo, quando si comincerà a fare sul serio e non saranno ammessi passi falsi.
Difficile che, in appena sette giorni, Allegri riesca a trovare la cura a tutti i problemi: qualche correzione in corso d'opera sì, per ridare smalto alle due fasi e 'nascondere' l'assenza di Pogba, sul quale incombe lo spettro di un menisco ballerino a poco più di tre mesi dai Mondiali in Qatar.


