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Jenni Hermoso Barcelona

Da Alex Morgan a Marta: le 10 stelle dei Mondiali di calcio femminile

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Il Mondiale è la massima aspirazione per ogni bambina che inizia a giocare a calcio. Una volta diventata calciatrice professionista, questa manifestazione rappresenta il massimo palcoscenico per mostrare le proprie capacità. In Francia parteciperanno 552 giocatrici provenienti da 24 nazioni differenti.

Ecco dieci delle stelle più attese a Francia 2019, selezionate per capacità tecniche, record e storia.

ALEX MORGAN

Alex Morgan USWNT Mexico 05262019

La numero 13 più conosciuta del calcio femminile porta il nome di Alex Morgan. La statunitense classe 1989 rappresenta il prototipo di calciatrice moderna e idolo per un’intera generazione di ragazze. È una attaccante completa, parte come punta centrale ed è molto veloce, oltre ad essere dotata di un’ottima tecnica. Dopo aver studiato e giocato nella prestigiosa University of California Berkeley, diventò prima scelta del Draft 2011, finendo ai Western New York Flash. A soli 22 anni ottenne la convocazione per i Mondiali di Germania 2011. Fu la prima nella storia a realizzare un gol e un assist nella Finale di una competizione mondiale. Gli Stati Uniti terminarono secondi alle spalle del Giappone, ma ottennero la rivincita vincendo le Olimpiadi di Londra 2012 e i Mondiali di Canada 2015 proprio contro le nipponiche. Nel palmares di Morgan compare anche la Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016. Dal 2010, la numero 13 della USWNT, ha disputato 160 partite con la Nazionale siglando 101 reti. A livello di club ha vinto il campionato nazionale statunitense in due occasioni, nel 2011 e nel 2013 con i Portland Thorns FC. Nel 2017 ha tentato l’esperienza europea con il Lione, vincendo la Division 1 Feminine, la Coupe de France Feminine e la prestigiosa UEFA Women’s Champions League. Attualmente gioca con gli Orlando Pride. Fuori dal campo la sua popolarità ha spinto la EA Sports, produttrice del famoso videogioco “FIFA”, ad inserirla sulla copertina nell’edizioni americane del 2015-2016. Nel 2018 è apparsa sul grande schermo con il film “Alex&Me”, in cui interpreta la versione “romanzata” di sé stessa.

MARTA VIEIRA DA SILVA

Marta Brazil SheBelieves Cup 2019Getty

Il Brasile è notoriamente un paese di grandi stelle del calcio. Ne è un esempio Marta, numero 10 della selezione verdeoro dal 2002. Per capire la grandezza di questa giocatrice, basterebbe dire che è stata soprannominata “Pelè in gonnella” dallo stesso O’Rey. Possiede i tratti riconoscibili dei campioni brasiliani, caratterizzati da ottime capacità tecniche, visione di gioco e grande estro. Ha vissuto la sua carriera tra Brasile, Stati Uniti e Svezia. Nel 2004 sbarcò nel paese scandinavo, vestendo la maglia dell’Umea IK dal 2004 al 2009. Nella prima esperienza europea vinse 3 campionati nazionali e una UEFA Women’s Cup, l’antenata della UEFA Women’s Champions League. In altre due occasioni perse la Finale della coppa europea, prima di tornare al Santos in Brasile per una stagione per poi trasferirsi negli Stati Uniti. Nel 2010 e 2011 vinse il campionato nazionale statunitense con l’FC. Gold Pride e Western New York Flash. La stagione successiva riprese la strada verso la Svezia, dove rimase due stagioni con il Tyreso FF e tre con l’FC. Rosengard. Nel 2017 passò all’Orlando Pride, sua attuale squadra. Il tasto dolente della carriera di Marta è il Brasile, con cui ha ottenuto tre medaglie d’argento tra Mondiali (2007) ed Olimpiadi (2004 e 2008). Ai Giochi Olimpici di Rio 2016 è stata tra le 8 personalità a portare la Bandiera nella cerimonia d’apertura. A livello individuale è stata scelta come FIFA World Player of the Year in 6 occasioni, di cui 5 consecutivi (2006-2010).

SAMANTHA KERR

Sam Kerr Australia Women NTGetty Images

“Sam” Kerr è la punta di diamante e capitano della selezione australiana, avversaria dell’Italia nel Gruppo C. Rappresenta una vera e propria icona dello sport nel suo Paese, tanto da essere scelta da Nike come “donna immagine” per il marketing in Australia. L’accordo con l’azienda americana le permetterà di diventare la prima calciatrice delle Matildas a guadagnare un milione di dollari all’anno. Passando al campo, Kerr è un attaccante completa, che oltre a segnare gioca per la squadra. Con la Nazionale australiana ha segnato 31 reti in 76 gare dal 2009. Da piccola “Sam” decise di percorrere la strada di suo padre e suo fratello maggiore, giocatori professioni di Football australiano, iniziando a giocare a calcio a 12 anni. Tre anni dopo fece il suo debutto da professionista con il Perth Glory FC. Il suo talento venne subito riconosciuto dalle sue colleghe, che la votarono miglior giocatrice del campionato nazionale al suo esordio. A vent’anni firmò con il Western New York Flash e venne definita dalla sua allenatrice, Aaran Lines, “una delle attaccanti più forti del mondo in prospettiva”. Dal 2013 gioca una parte dell’anno nella NWSL e l’altra nella W-League, rispettivamente massimo campionato americano ed australiano. Negli States passò dalla squadra della grande mela agli Sky Blue FC nel 2015. La scorsa stagione si trasferì ai Chicago Red Stars. Nella patria natia continua a giocare con i Perth Glory. Il 10% delle maglie ufficiali vendute dal club australiano tra squadra femminile e maschile porta sul retro la scritta “Kerr”. La grandezza di Sam può essere riassunta con questi numeri: miglior marcatrice nella NWSL (55 reti) e nella W-League (64), miglior marcatrice in una stagione nella NWSL (17) e nella W-League (13), oltre a detenere il record di numero maggiore di reti (4) segnate in un’unica partita di NWSL.

WENDIE RENARD

Wendie RenardGetty Images

“Life at the End of the World” è il titolo del racconto auto-biografico pubblicato da Wendie Renard su “The Player’s Tribune”. La storia del difensore del Lione e della Nazionale francese parte dalla Martinique, colonia francese nel Mar Caraibico. Renard cresce tra il mare e il pallone da calcio, condividendo la sua passione con sua madre e sua zia, arbitro nell’isola. A 14 anni le organizzarono un provino a Clairefontaine, la Coverciano del calcio francese, ma non andò bene. Prima di ripartire verso casa ebbe un’ulteriore possibilità, questa volta con il Lione. Da quel giorno le strade di Renard e del club francese non si allontanarono più, se non per una stagione in prestito al Rapid Club du Lorrain. Dal 2006 è il pilastro della difesa dell’OL, con cui ha vinto 13 campionati francesi, 7 coppe nazionali e 5 UEFA Women’s Champions League. Quando aveva 8 anni, morì suo padre e promise a sua madre che un giorno l’avrebbe vista in televisione con la maglia della Nazionale francese. Renard non si è mai accontenta, arrivando a quota 100 presenze con le Blues. La sua caratteristica distintiva, oltre ai folti capelli ricci, è l’altezza, pari a 187cm, un’anomalia nel calcio femminile. Questo le permette di essere un fattore decisivo nei calci piazzati offensivi.

DZSENIFER MAROZSAN

Deutschland Maroszan 07042018

Dzsenifer Marozsan nacque in Ungheria, a Budapest, nella Primavera del 1992. La sua vita è strettamente legata al calcio. Nel 1996 si trasferì con tutta la famiglia in Germania, perché suo padre, calciatore professionista, venne acquistato dall’ 1. FC Saarbrucken. Iniziò a giocare con i maschi, entrando ad 11 anni nella società dove giocava il padre. Le capacità tecniche della piccola Dzsenifer colpissero fortemente la Federazione tedesca, conscia di avere tra le mani un grande talento. Marozsan era ancora minorenne, per cui lei e tutta la sua famiglia vennero naturalizzati tedeschi. A 14 anni e 7 mesi debuttò nel massimo campionato nazionale, diventando l’esordiente e marcatrice più giovane (15 anni e 4 mesi) della Frauen Bundesliga. Nel 2009 si trasferì all’1. FFC Francoforte, dove vinse due coppe nazionali ed una UEFA Womens’Champions League. Intanto iniziò ad incantare il mondo con la maglia della Germania. Con le selezioni giovanili trionfò agli Europei (2008) e Mondiali (2010), prima di guidare la Nazionale maggiore alla vittoria dell’Europeo di Svezia 2013. Il 2016 è l’anno da ricordare nella carriera di Dzsenifer Marozsan. A Luglio firmò il contratto con l’Olympique Lione e ad Agosto vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio, segnando il gol decisivo nella Finale contro la Svezia. Nelle tre stagioni francesi il palmares della ungaro-tedesca comprende tre campionati francesi, due coppe nazionali e tre UEFA Women’s Champions League. Veste la maglia numero 10, espressione del suo incontrastato talento tecnico. A questo abbina forte carattere e personalità, rigidità negli allenamenti e grande pragmatismo, tipico delle calciatrici del centro-Europa.

VIVIANNE MIEDEMA

Vivianne Miedema 10242017

Tra le attaccanti più promettenti del panorama mondiale è d’obbligo citare Vivianne Miedema. A soli 23 anni Miedema ha disputato 68 partite con la Nazionale olandese, vinto un Europeo e vestito le maglie del Bayern Monaco ed Arsenal. Tifosa del Feyenoord sin da bambina, il suo idolo è Robin Van Persie. Con l’ “Olandese Volante” ha in comune la capacità di giocare per e con la squadra, oltre a doti tecniche superiori alla norma. A 15 anni esordì in Eredivise con l’SC Heerenveen, segnando 78 reti in 69 presenze. Nel 2014 conquistò le copertine europee vincendo la manifestazione continentale Under 19. Terminò la competizione con i titoli di miglior giocatrice e marcatrice. La stessa estate si traferì al Bayern Monaco, folgorato dalle sue capacità offensive. Dopo una stagione a cavallo tra prima e seconda squadra, conquistò maggior fiducia e il ruolo di protagonista. Nel 2016-2017 ottenne il titolo di miglior realizzatrice della UEFA Women’s Champions League. Con il Bayern Monaco vinse due Frauen Bundesliga, prima di passare all’Arsenal. La prima stagione in terra londinese non fu facile e terminò la stagione con 4 reti in 11 gare di Women Super League. La musica è totalmente cambiata in quest’ultimo anno. Miedema ha letteralmente trascinato le “Gunners” alla vittoria del campionato nazionale, siglando 22 gol in 19 partite. Dopo aver conquistato l’Inghilterra e l’Europa, l’“Olandese Volante” del calcio femminile vuole imporsi anche sul panorama mondiale.

JENNI HERMOSO

Jenni Hermoso Barcelona

Viene definita la calciatrice più tecnica di tutta la Spagna. Jennifer Hermoso, o meglio “Jenni”, racconta di aver acquisito le sue capacità giocando in strada o a calcio a 5 quando era piccola. Fino ai 12 anni giocò con i maschi, prima di entrare nel settore giovanile dell’Atletico Madrid. In quel momento nella testa di Jenni scattò qualcosa, conscia che il divertimento si stava trasformando in qualcosa più di serio. Classe 1990, esordì a vent’anni nel massimo campionato spagnolo, la Liga Iberdrola, con il Rayo Vallecano, società in auge al tempo. Il salto di qualità lo fece nel 2013, quando si trasferì per una stagione al Tyreso, in Svezia. Nel paese scandinavo giocò con alcune delle migliori giocatrici del Mondo, tra cui Marta e Vero Boquete, e conobbe per la prima volta un ambiente professionista. Dopo una sola stagione decise di tornare in patria, al Barcellona. Con le blaugrana vinse due campionati nazionali e due Coppe della Reina, oltre a fare il definitivo salto di qualità tecnico-tattico. Nel 2017 si trasferì al Paris Saint Germain, ma come dichiarò “Parigi è stupenda, ma fa troppo freddo. Giocavo con i piedi congelati”. La difficoltà nell’adattamento a nuove condizioni di vita, spinge Jenni a tornare in Spagna, questa volta all’Atletico Madrid. Quello che colpisce della calciatrice madrilena è la capacità di abbinare ottime doti tecniche ad un fisico importante. Gioca come punta centrale, in stagione ha segnato 24 reti in 28 gare disputate.

CHRISTINE SINCLAIR

Christine Sinclair

Due dati statistici possono riassumere la grandezza di Christine Sinclair. L’attaccante canadese è l’unica giocatrice ad aver segnato in tutte le stagioni del ventunesimo secolo ed è la seconda miglior marcatrice nelle competizioni per Nazionali. Con il Canada ha segnato 180 gol, quattro in meno della detentrice del record, l’americana Abby Wambach. A trentasei anni affronterà il suo quinto mondiale, a cui vanno aggiunte tre Olimpiadi e due medaglie di bronzo. Veste il numero 12 in onore di un giocatore di baseball della “sua” Toronto, tant’è che da piccola praticava sia calcio che baseball. Ad 11 anni scelse quella che sarebbe diventata la sua professione. Durante l’adolescenza mostrò le sue doti nei campionati studenteschi, conquistando a 17 anni la convocazione nella Nazionale maggiore per l’Algarve Cup, dove mise a segno tre reti. Giocò e studiò per l’University of Portland, prima di passare al calcio professionistico canadese. Nel 2009 si trasferì negli States, vincendo per quattro volte il campionato nazionale. Dal 2013 gioca con i Portland Thorns FC. Sinclair abbina doti nella finalizzazione, anche con calci da fermi, al gioco di squadra. E’ una calciatrice da “big-game”, partite decisive, in cui mostra il suo carisma e leadeship.

SAKI KUMAGAI

Saki Kumagai Japan Japan Women NT

Ordine e disciplina, dentro e fuori dal campo. Saki Kumagai è la samurai del calcio femminile, sempre concentrata, precisa e decisa. Gioca come centrocampista centrale, con compiti prevalentemente di costruzione e difensivi. Poche calciatrici possono vantare un palmares come il suo in relazione al grado di incisività nelle grandi vittorie. La carriera di Kumagai è strettamente collegata alla Germania. Nel 2011 si giocarono i Mondiali proprio nel Paese tedesco e nella Finale contro gli Stati Uniti fu proprio Kumagai a segnare il rigore decisivo. Ancora vent’enne stupì il mondo con la sua freddezza sul dischetto, diventando una celebrità nel Sol Levante e attirando l’attenzione dei top club di tutto il mondo. Fu il Francoforte ad assicurarsi le sue prestazioni dopo l’exploit internazionale. Con le tedesche perse la finale della UEFA Women’s World Cup contro il Lione nel 2012, mentre con la Nazionale subì la rivincita statunitense alle Olimpiadi. Dopo due stagioni in Frauen Bundesliga, decise di trasferirsi in Francia per provare a vincere il massimo trofeo europeo. L’opportunità arrivò al Mapei Stadium di Reggio Emilia, il 26 Maggio 2016 contro il Wolfsburg. Dopo il pareggio nei 120’ si andò ai rigori e non poteva che essere Kumagai ad insaccare il penalty decisivo. Vinse il premio di miglior giocatrice dell’incontro, dopo una prestazione iconica per quantità e qualità. A quella vittoria seguirono altri due trionfi nella UEFA Women’s Champions League, contro il PSG nel 2017, in cui segnò l’ennesimo rigore della sua carriera e contro il Wolfsburg nel 2018.

FRANCESCA “FRAN” KIRBY

Fran Kirby England 09112018Getty

Come tante calciatrici, Francesca Kirby si appassionò al pallone sin da piccola. Nessuno la conosceva con il nome intero e veniva chiamata da tutti Fran”. Classe 1993, entrò nel settore giovanile del Reading, squadra della sua città, a soli 7 anni, esordendo in prima squadra a sedici anni. L’anno successivo la vita di Fran cambiò in maniera definitiva. In seguito alla morte della madre, Kirby lasciò il calcio dopo un grave periodo di depressione. Passarono due anni difficili, al termine dei quali maturò la decisione di tornare in campo, sempre con il Reading. Con la maglia della sua città conquistò la convocazione per i Mondiali di Canada 2015 e il trasferimento al Chelsea. A soli 22 anni conquistò le luci della ribalta per essere il trasferimento più costoso della storia del calcio inglese. Per aggiungere ulteriore pressione, venne definita “mini Messi”. Le aspettative non vennero deluse nella capitale, dove ottenne velocemente il sostegno dei tifosi grazie a gol pesanti. Nella sua prima stagione vinse campionato e coppa, mentre l’anno successivo segnò le due reti necessarie per vincere la Fa Women’s Cup contro l’Arsenal a Wembley. Nel club veste il numero 14, mentre in Nazionale sostiene il peso del 10. Può giocare come prima o seconda punta, colpisce per capacità atletiche ad una forza muscolare importante.

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