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Diego Abatantuono

Abatantuono 'tradisce' il Milan: "Da ora tifo Atalanta, non posso tifare un fondo"

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Una stagione deludente, l'esclusione dalla prossima Europa League, il cambio di allenatore e di una parte della dirigenza. Il Milan quest'anno ha vissuto l'ennesima annata complicata del suo recente passato, condizionata dalla profonda rivoluzione che il club sta provando a realizzare da quando la proprietà è passata nella mani di Elliott.

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Un cambio di rotta che per il momento non è però ancora riuscito a portare grandi risultati sul campo. A sottolinearlo è stato uno storico tifoso rossonero come Diego Abatantuono, che, intervistato da 'Quotidiano.net', ha finito per rinnegare addirittura le sua fede. Tra serio e faceto.

“Guardi che lei ha sbagliato numero. Se cerca un tifoso del Milan qui non lo trova [rivolgendosi all'intervistatore]. Da quando non c’è più un presidente ho deciso che tifo Atalanta. Non posso mica tifare una squadra in mano a una banca o un fondo. Non vado in banca con la bandiera. Abbonamento allo stadio? Neanche per scherzo. Qualche volta sono andato a San Siro negli anni scorsi, quando ancora mi sembrava ci fosse gente che si interessasse, ma adesso non vedo uno stimolo legato al cuore che batte. Vedo interessi di altro tipo. Lei conosce la storia della bolla dei tulipani in Olanda? Ad un certo punto un seme di tulipano valeva come un condominio ad Amsterdam e la gente è rimasta col tulipano in mano. La stessa cosa capiterà per il calcio”.

Il noto comico e attore italiano ha poi speso qualche parola anche sul ritorno in società di Maldini e Boban, con il primo chiamato ora a indossare i panni da direttore tecnico dopo il primo anno di apprendistato al fianco di Leonardo.

“Una milanista in società? Certo, ma prende uno stipendio. Se è per questo è tornato anche Boban, ma sono stati pagati per farlo. Se mi pagano per coinvolgermi in qualcosa ci vado anch’io”.

Ciò che più di tutto ha scosso Abatantuono è stato però il recente cambio di società. La nuova direzione che ha preso il mondo del calcio non piace per nulla all'attore.

“Non mi auguro niente. Non mi appartiene questo meccanismo. Può arrivare l’italo-americano Bill Quagliarulo o l’arabo possidente che in Italia non arriverà mai. Guardi cosa è successo alla Roma. Se fossi un tifoso giallorosso a me girerebbero le scatole mica da ridere. Anche l’Inter ha una proprietà straniera? Ma ci sono delle facce. Un presidente, un direttore sportivo, un allenatore. E poi mica posso diventare interista, mi scusi. Tifo Atalanta: fanno delle cose e si capisce perché le fanno. Se vivi solo per l’investimento e non per i tifosi non posso essere della tua squadra".

Una battuta, infine, sulla recente esclusione del Milan dalla prossima Europa League.

“Io starei anche in B, il problema non è la caduta. Secondo lei il fondo Elliott soffre perché il Milan non è nelle coppe? Lasci perdere, che lei è giovane. Io nel 1982 avevo già fatto ‘Attila'. Io tifo Atalanta…”.

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