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Yildiz, Bremer, Cristiano Ronaldo e tanta sfiducia: perché la Juventus può sperare nell'impresa contro il Galatasaray e perché no

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Dentro o fuori: una via di mezzo, purtroppo o per fortuna, non c'è. Alle ore 23 circa di questa sera, a meno che la partita non abbia un'appendice ai tempi supplementari o ai calci di rigore, la Juventus conoscerà il proprio destino europeo: o rimarrà in Champions League, o abbandonerà la competizione.

C'è di nuovo il Galatasaray, c'è di nuovo lo spettro dell'avversario che otto giorni fa l'ha travolta a Istanbul. Avversario che andrà però affrontato a viso aperto: alternative non ne ce ne sono per chi non vuol lasciar nulla d'intentato in ottica qualificazione agli ottavi di finale.

Certo, va compreso se la qualificazione stessa debba essere considerata una missione possibile. E qui, ricordando il 5-2 del Bosforo, più di un dubbio evidentemente serpeggia. Così come resiste un necessario barlume di speranza, visto che i minuti a disposizione saranno (almeno) altri 90: anche qui, non ci sono alternative.

  • YILDIZ E BREMER CI SONO

    La Juve, intanto, ritrova Gleison Bremer e Kenan Yildiz. Entrambi erano acciaccati alla vigilia, il brasiliano dopo essere uscito già nel primo tempo della partita d'andata, ma entrambi si sono messi a disposizione di Spalletti, recuperando in tempo per scendere in campo dal primo minuto.

    "Yildiz vuole esserci in tutte le maniere, ci tiene a giocare questa sfida - ha detto il tecnico in conferenza stampa - Oggi ha fatto un allenamento parziale, però quando stava uscendo ha fatto una curva per venire a dirmi 'mister, io ci sono'. Voglio raccontarlo per evidenziare la forza di questo ragazzo". E su Bremer: "Sarà convocato e potrà essere utilizzato nella partita. Anche lui come Yildiz è fatto di quella pasta lì, pasta bianconera".

    Bremer ha saltato il Como a causa di un affaticamento, non è ancora al 100% ma ha deciso di stringere i denti. Medesimo discorso per Yildiz, sofferente tra polpaccio e caviglia. La Juve, in pratica, arriva alla sfida con due "rinforzi" dall'infermeria. Il che è un flebile, ma al contempo importante, moto di fiducia verso una serata da dentro o fuori.

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  • SERVE SEGNARE E NON SUBIRE, MA...

    Il problema è che la Juventus dovrà segnare per provare a concretizzare l'impresa impossibile. E dovrà segnare parecchio. Non solo: non dovrà subire praticamente nulla. Una doppia missione che si presenta ardua come scalare una montagna.

    Torna titolare Jonathan David, che ha saltato per infortunio l'andata ed è entrato solo nel finale col Como. McKennie non ha inciso a Istanbul e stasera giocherà addirittura terzino sinistro per sopperire alle assenze degli squalificati Cabal e Cambiaso, poi sabato altra bocciatura per Openda. Toccherà al canadese finalizzare il più possibile le azioni dei compagni, da Yildiz a Conceiçao al parzialmente rigenerato Koopmeiners, autore di una doppietta a Istanbul.

    Il problema è sempre il solito: una continuità che l'ex Lille stenta a trovare. L'exploit tra inizio gennaio e inizio febbraio, e i quattro goal in cinque partite, sembrano già un ricordo. David è stato di nuovo inghiottito nelle difficoltà della Juve e pure lui ci ha messo del suo. Sono appena 7 le reti stagionali, di cui appena un paio in Champions: non il massimo della vita per chi dovrebbe preparare un pallottoliere.

    Anche i goal al passivo non fanno dormire sonni tranquilli a Spalletti: sono diventati addirittura 15 in cinque partite, gli ultimi due presi dal Como. Per passare, e questo è un dato di fatto o quasi, almeno per una volta la Juve dovrà tenere la porta chiusa. Ma lo stato di forma recente non induce all'ottimismo in questo senso.

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  • Juventus ComoGetty Images

    SENSAZIONE DI SFIDUCIA

    La partita persa sabato contro il Como ha lasciato pessime sensazioni non solo dal punto di vista del risultato sfavorevole: la Juventus, semplicemente, ha offerto la prestazione probabilmente più brutta da quando Spalletti è stato chiamato a risollevarne le sorti.

    Un retaggio del pessimo secondo tempo di Istanbul, certo. Ma questa non può essere l'unica scusante di un pomeriggio in cui i bianconeri hanno fatto incetta di errori individuali e di sciocchezze tecniche, si sono dimostrati impauriti, hanno impensierito molto poco Butez. Giocando di nuovo così, gli ottavi rimarranno un miraggio.

  • GOLEADE E PRECEDENTI

    Il calcio è strano, come direbbe il filosofo. E dunque mai dire mai, mai dare per morto nessuno e nemmeno la Juventus. Anche se i precedenti non inducono certo all'ottimismo: ogni volta che una squadra italiana ha preso cinque goal nell'andata di una fase a eliminazione diretta di Champions League, è stata inesorabilmente eliminata nella partita di ritorno.

    Ciò è accaduto tre volte, in particolare: alla Lazio contro il Valencia nel 2000 (5-2 e 0-1), poi all'Inter contro lo Schalke 04 nel 2011 (2-5 e 1-2) e infine alla Roma, eliminata dal Liverpool nel 2018 (5-2 e 2-4). Proprio i giallorossi sono riusciti ad andare più vicini all'impresa storica, anche se la rimonta del ritorno è stata costruita nel finale e il poker di Nainggolan segnato all'ultimo secondo su calcio di rigore.

    La Juventus di quest'anno, poi, non è particolarmente avvezza alle goleade. Certo, qualcuna l'ha collezionata: il 3-0 alla Cremonese, il 5-0 al Sassuolo, il 3-0 al Napoli. Tutte ravvicinate, tutte nel momento migliore della squadra di Spalletti. Il periodo in cui tutto sembrava andare per il verso giusto, prima del crollo recente.

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  • Cristiano Ronaldo Juventus Atletico Madrid Champions LeagueGetty

    LA NOTTE DI CRISTIANO RONALDO

    Negli ultimi giorni è stato proposto e riproposto un parallelo con una delle rimonte storiche costruite dalla Juventus nella propria storia: il 3-0 all'Atletico Madrid firmato da una tripletta di Cristiano Ronaldo, storia della stagione 2018/2019, la prima del portoghese a Torino.

    Da una parte è la conferma che sì, situazioni del genere possono accadere. Solo che un Ronaldo, oggi, nella Juventus non c'è. Così come la Juve attuale non è paragonabile a quella Juve. Ci sono buoni giocatori, anche ottimi, che però non sempre hanno dimostrato la giusta personalità per affrontare partite di questo livello: vedi tutto quel che è accaduto all'andata col Galatasaray, appunto. Quella era un'altra epoca.

    E poi c'è una piccola differenza: stavolta vincendo con tre goal di scarto la Juventus non passerà automaticamente, ma porterà la partita ai supplementari. Dal 4-0 in su, sì, confezionerà l'impresa. Il problema è capire se sia un'impresa possibile oppure no.

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