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ViniciusGetty

Vinicius commenta i tre casi di razzismo del sabato spagnolo: "Meritano la prigione, allora vinceremo"

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Squalificato per somma di ammonizioni, Vinicius Junior non prende parte al turno pasquale nel campionato spagnolo. Un turno che ha preso il via sabato 30 marzo ed ha fatto parlare di sè più per i casi di razzismo che per le giocate dei calciatori sui vari campi dell paese.

Fuori causa per il Real Madrid, Vinicius ha comunque avuto modo di seguire quanto accaduto a Getafe, nella capitale, nel match contro il Siviglia, ma anche nelle serie minori; ad essere colpito da insulti razzisti un giocatore del Rayo Majadahonda, altro club nei dintorni della capitale e appartenente alla terza serie spagnola.

Sono stati colpiti Acuna, difensore del Siviglia, e il suo allenatore Sanchez Florez, ma anche il portiere del Majadahonda Cheik Sarr, che dopo aver subito degli insulti ha avuto un diverbio con uno dei tifosi avversari, venendo espulso. Dopo questa decisione i compagni lo hanno seguito negli spogliatoi, per nulla intenzionati a continuare la partita.

  • IL POST DI VINICIUS

    "Questo fine settimana non giocherò nemmeno" ha scritto Viniciu su Instagram e X. "Ma solo questo sabato in Spagna abbiamo avuto tre spregevoli casi di razzismo. Tutto il mio sostegno ad Acuña, Sarr e all'allenatore Quique Flores".

    "Possa il vostro coraggio ispirare gli altri. I razzisti devono essere smascheratie le partite non possono continuare con loro sugli spalti. Avremo la vittoria solo quando i razzisti lasceranno gli stadi direttamente in prigione, il posto che meritano".

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  • SESTAO-RAYO

    Cheik Sarr, portiere del Rayo di origine senegalese, è stato insultato di tifosi a pochi minuti dalla partita contro il Sestao, avendo anche uno scontro fisico con uno di loro. L'arbitro ha espulso l'estremo difensore, ma in segno di protesta anche i compagni sono tornati negli spogliatoi.

    "Non erano uno o due, ma una parte dello stadio. L'arbitro ha sospeso la partita dopo che abbiamo detto di non voler rientrare in campo" ha dichiarato il presidente del Rayo. "Mi vergogno. Siamo tutti Cheick. No al razzismo".

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