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Il Vicenza torna in Serie B dopo 4 anni: il capolavoro di Fabio Gallo e il cammino di una macchina quasi perfetta

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Tra i Colli Berici e la Basilica Palladiana, torna a sventolare una bandiera colorata di bianco e rosso. Il Vicenza batte 2-1 l'Inter U23, abbandona l'inferno della Serie C e conquista la promozione in Serie B dopo quattro lunghi, lunghissimi anni d'attesa.

Il dominio della formazione di Fabio Gallo ha dunque trovato compimento. Un dominio nettissimo, totale, instaurato praticamente dall'inizio del campionato da una squadra che ha deciso non di vincere e basta il girone A: lo ha fatto cannibalizzandolo, senza lasciare alle avversarie dirette (chiamiamole così) alcun briciolo di speranza.

Il trionfo contro i nerazzurri, nel posticipo della trentaduesima giornata, non è altro che il coronamento del percorso magistrale di una macchina quasi perfetta. Che ora non ha intenzione di incepparsi di nuovo, come già accaduto nel recente passato. E che vuole continuare a marciare spedita verso altri traguardi.

  • DOMINIO ASSOLUTO

    78 sono i punti collezionati dal Vicenza dopo 32 giornate, 20 in più rispetto a quelli dell'Union Brescia, fermo a 58. Già questo dato basta e avanza per capire l'assurdo livello di disparità tra i veneti e tutto il resto del girone A, con la mente ormai a tutto il resto: da un piazzamento playoff alla salvezza.

    Il Vicenza ha cominciato con un passo spedito, sì, ma senza prendere subito il largo. Alla seconda giornata ha pareggiato senza reti in casa dell'Ospitaletto, alla terza ha rimontato soffrendo l'Arzignano nel derby. Alla quarta, ecco la prima prova di forza: 1-0 esterno al Cittadella, risposte convincenti dal punto di vista di gioco e carattere, primo posto col Lecco. E alla settima, dopo un breve testa a testa coi lombardi, il primato è diventato solitario.

    Da quel momento in poi, il Vicenza ha innestato una marcia altissima. E in pratica non si è più fermato. Le uniche che in qualche modo hanno provato a tenerle testa sono state Brescia e Lecco, ma sempre a distanza: dopo la decima giornata i biancorossi si erano già portati a +7, al termine del girone d'andata addirittura a +12.

    Il Vicenza ha avuto la forza e la capacità di non fermarsi e di non accontentarsi. Ha portato e poi mantenuto a 16 le lunghezze di vantaggio sul Brescia, ha infilato lo champagne in frigo in attesa di stapparlo. Ha vinto, vinto e ancora vinto. Ha perso per la prima volta alla ventisettesima giornata, in casa contro l'Alcione. E neppure qualche altro passo falso interno (0-0 contro le Dolomiti Bellunesi, ko contro il Trento) ha rovinato una festa scontata.

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  • VicenzaGetty Images

    NUMERI DA REGINA

    Non sempre il Vicenza ha incantato sul piano del gioco. Ma a essere onesti, chi lo fa in Serie C? Però ha trovato la chiave giusta per battere quasi tutte le avversarie, fatta di solidità e di una consapevolezza estrema dei propri mezzi.

    Per 17 volte la squadra di Gallo si è imposta di misura, spesso per 1-0 o anche per 2-1. Ha fatto della difesa (la migliore del girone, una delle migliori d'Italia), il proprio punto di forza. Grazie all'esperienza dell'ex Chievo e Pisa Leverbe e dell'ex crotonese Cuomo, ma anche della prestanza fisica del mancino Sandon, prodotto del vivaio. E pure delle parate del portiere Gagno, che aveva già vinto un campionato a Modena segnando pure un celeberrimo goal dalla propria area.

    Il Vicenza ha conquistato la B senza un vero bomber. Il miglior marcatore, a sei giornate dalla fine, è il ventunenne danese David Stuckler, padre iraniano e madre austriaca: 11 reti, l'unico in doppia cifra. A seguire il folletto scuola Toro Rauti (9) e l'altro centravanti Morra (sempre 9). Quindi un esterno come Caferri, tra i migliori acquisti estivi, a quota 5.

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  • DALLA GRANDE DELUSIONE AL TRIONFO

    Un anno dopo la Grande Delusione, e qui il maiuscolo non è casuale, il Vicenza finalmente sorride. Quasi 12 mesi fa i biancorossi, allora allenati da quello Stefano Vecchi che oggi siede proprio sulla panchina dell'Inter U23, avevano sognato il colpo promozione, salvo arrendersi all'ultimo dopo una strepitosa rimonta sul Padova.

    Il Vicenza era riuscito a ribaltare uno svantaggio gigantesco, riuscendo clamorosamente a rosicchiare punti su punti ai patavini e portandosi in vetta a poche giornate dalla fine. Ma il ko in casa della Virtus Verona aveva prodotto il controsorpasso. E alla fine era stato il Padova a tagliare per primo il traguardo, costringendo i rivali a disputare i playoff, poi persi in semifinale contro la Ternana.

  • Fabio Gallo Vicenza 2025-2026Getty Images

    IL CAPOLAVORO DI GALLO

    Il Vicenza ha trovato la quadra anche in panchina. Da Francesco Baldini a Francesco Modesto, passando per Aimo Diana: in tanti si sono alternati in plancia di comando negli scorsi anni. Fino alla stabilità trovata con Vecchi, autore di una striscia di risultati positivi che ha portato i veneti a un passo dalla promozione diretta.

    In estate il club ha salutato l'ex condottiero e ha deciso di puntare su Fabio Gallo. 55 anni, ex centrocampista tra le altre di Brescia e Atalanta, aveva appena conquistato un'altra promozione in Serie B: a Chiavari, con la Virtus Entella. Ma ha deciso di rimanere in terza serie per sposare il progetto biancorosso. E ha avuto nuovamente ragione.

    Gallo ha puntato tutto su un 3-5-2 molto solido, una trappola mortale per tanti avversari. La difesa ha retto l'urto, i piedi buoni di Carraro e Vitale in mezzo al campo hanno portato qualità. E anche gli esterni a tutta fascia hanno fatto la differenza: il già citato Caferri ma anche il mancino Pippo Costa, originario di Noventa Vicentina, un passato alla SPAL in Serie A e di proprietà anche del Napoli qualche stagione fa.

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  • MADE IN VICENZA

    Una particolarità del Vicenza versione 2025/2026, quello che ha dominato la Serie C tornando al piano superiore, è la quantità di giocatori cresciuti nel vivaio. Tra questi non c'è Costa, arrivato a indossare la maglia della propria città.

    Menzione particolare per il mancino classe 2004 Giulio Pellizzari, di ruolo mezzala. In passato è stato fermato da un problema cardiaco che gli aveva negato l'idoneità sportiva, ma non si è arreso. Ha appena conquistato la seconda promozione di fila, dopo quella dalla D alla C dello scorso anno con le Dolomiti Bellunesi, dov'era in prestito. Alla fine di gennaio ha aperto il 4-1 al Cittadella con un magnifico goal di tacco, uno dei più belli dell'intero girone.

    E poi Raul Talarico, che in stagione ha indossato anche la fascia di capitano. Il già citato Thomas Sandon. Ma pure l'attaccante Filippo Alessio, prestato alla Roma un paio di stagioni fa, o il centrocampista Michele Cavion, oltre a un altro baby come il difensore Michele Vescovi. Vicentino è anche Loris Zonta, altro centrocampista, cresciuto nel vivaio dell'Inter.

    "È un senso di appartenenza che non è facile trovare in una squadra - ha detto Gallo qualche settimana fa, dopo una netta vittoria ottenuta sul campo della Pro Patria - Questo Vicenza ha tanti veneti e riuscire a portare a termine questa missione dà un qualcosa in più".

  • SEMPRE PIÙ IN ALTO

    Da quando il Vicenza è passato nelle mani di "Mister Diesel" Renzo Rosso nell'estate del 2018, quella post fallimento, già una volta ha ottenuto la promozione in Serie B: al secondo anno, nel 2020, campionato interrotto a diverse giornate dalla fine per lo scoppio della pandemia.

    Solo che i veneti, allora allenati dalla bandiera Mimmo Di Carlo, non sono riusciti a stabilizzarsi ai piani alti: alla seconda stagione di B sono retrocessi, iniziando il campionato con una sfilza di sconfitte e poi riprendendosi pian piano, fino a perdere il playout in un bruciante doppio confronto contro il Cosenza.

    Accusato dalla piazza di aprire troppo poco i cordoni della borsa in relazione alle disponibilità economiche di un marchio conosciuto in tutto il mondo, Rosso ha sempre preferito il pragmatismo. A volte ha pagato, altre no. Negli anni successivi il Vicenza ha sbattuto contro un muro chiamato playoff tre volte su tre: prima è stato superato dal Cesena nei quarti, poi dalla Carrarese in finale, quindi dalla Ternana in semifinale.

    Al quarto tentativo, il glorioso Lanerossi ce l'ha fatta. E ora non vuole più sbagliare. Il tempo per programmare la Serie B c'è tutto, la rosa andrà irrobustita per non rischiare la pelle nella categoria superiore. Con il sogno, chissà, di emulare una realtà come l'Atalanta: Rosso lo aveva espresso a parole già qualche anno fa, solo che i fatti non gli hanno dato ragione. Ma l'ambizione a breve-medio termine continua a essere il ritorno in Serie A, mondo che il Vicenza non frequenta ormai dal lontano 2001.

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