Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Vásquez Genoa Serie AGetty Images

Vásquez sempre presente in Serie A con la maglia del Genoa: nessuno come lui in Europa

Pubblicità

Sono passati già sei mesi dall'inizio della Serie A e dei maggiori campionati europei, sempre più nel vivo e verso il punto più importante dell'annata. Il calcio moderno è ormai noto: numero di partite elevatissimo anche per chi non fa parte dei tornei continentali e difficoltà nell'essere sempre in campo, tra turnover e problemi fisici dietro l'angolo dovuti all'enorme numero di gare.

C'è chi, però, in Europa è riuscito ad essere in campo per praticamente tutte le gare di campionato, saltando qualche minuto qua e là per sostituzioni nel finale o turnover obbligati. Il recordman dei top cinque tornei fa parte della Serie A e risponde al nome di Johan Vasquez, difensore del Genoa a cui Vieira prima e De Rossi non ha mai rinunciato, anche in virtù di nessun infortunio o squalifica.

Nessuno come Vasquez tra Serie A, Liga, Premier, Ligue 1 e Bundesliga, tanto che gli unici minuti in cui non è stato in campo da agosto ad oggi sono quelli nella parte finale del match contro il Bologna dello scorso gennaio. 17' fuori, 2.143' (più recupero) sul terreno di gioco.

  • GLI ALTRI 'ITALIANI'

    Di solito sono i portieri ad occupare la prima posizione, ma in un calcio di turnover e problemi fisici, anche gli estremi difensori sono stati superati dai giocatori di campo.

    In Serie A il calciatore che occupa il secondo posto per minuti giocati è comunuque un portiere, ovvero Muric del Sassuolo. In 24 partite di calendario fin qui, però, il neroverde ha saltato un match che non gli ha permesso di essere 'allo stesso livello' del difensore genoano.

    Muric è l'unico portiere nella top cinque italiana, con i napoletani Di Lorenzo e McTominay anch'essi a 23 partite giocate fin qui e una sola saltata. Stesso discorso per l'imprescindibile interista Akanji.

  • Pubblicità
  • LA FILOSOFIA DI VASQUEZ

    L'essere sempre in campo riflette la filosofia di Johan Vasquez, che qualche mese raccontava quanto per lui sia importante la vittoria:

    "Mi piace vincere. E non mi piace perdere. Voglio vincere in tutto, lasciare un segno. E’ un onore che dica questo di me. Ma so che ho una responsabilità grande, aiutare i miei compagni, e devo gestirla bene. Io mi sento un genovese, i miei figli sono nati qui. E man mano ti entra dentro un pezzetto della città, del club.

    "La fascia da capitano al braccio? Onore enorme, non me l’aspettavo. La nostra forza è che siamo tanti capitani, davvero. Vieira (ex allenatore prima di De Rossi, ndr) mi ha dato tranquillità con un consiglio: ‘Johan, a volte si fa l’errore di pensare che se uno è capitano deve essere perfetto ma non è così.L’importante è mantenere l’atteggiamento, il ritmo di gioco che avevi perché quello ti ha portato a fare il capitano".

    "E’ vero, magari pensi ‘sono capitano, non posso fare quella cosa’. No, è il contrario, sei capitano perché fai e dimostri di meritarlo in campo e fuori".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • FUTURO A GENOVA

    Vásquez ha dichiarato apertamente di sentirsi genoano e di aver messo radici in città. Lo dimostra il rinnovo di contratto fino al 2028, che difficilmente gli impedirà di continuare ancora a lungo nel luogo in cui sono nati i suoi figli.

    Il 27enne messicano è arrivato in Italia nel 2021 ed escludendo il prestito 22/23 alla Cremonese ha sempre militato nel Genoa. L'arrivo di De Rossi non ha cambiato le cose, con Vasquez ancora simbolo di una squadra attualmente fuori dalla zona calda e decisa a rimanere in Serie A anche nella prossima annata.

    Con un Vasquez che giorno dopo giorno lavora per non lasciare mai il campo e giocare il più possibile per aiutare il suo club.

0