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FC Internazionale Milano v Urawa Red Diamonds: Group E - FIFA Club World Cup 2025Getty Images Sport

Valentin Carboni pronto a cambiare ruolo all'Inter: "Giocare trequartista è difficile, in futuro mi vedo mezzala"

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Otto mesi: tanto ha sofferto Valentin Carboni, costretto a rimanere fuori dai campi praticamente per una stagione intera a causa della rottura del crociato rimediata lo scorso mese di ottobre, durante un allenamento con l'Argentina.

Ai tempi giocava in prestito nel Marsiglia, Carboni. Prestito che si è interrotto dopo l'infortunio, col mancino che è stato rimandato all'Inter dovendo ricominciare tutto dall'inizio. Poi, all'improvviso, ecco il premio: Valentin è entrato in campo contro gli Urawa Red Diamonds e proprio lui ha segnato in extremis il goal della vittoria, lasciandosi così ogni patimento alle spalle.

Di tutto questo ha parlato Carboni in un'intervista rilasciata all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport: dell'infortunio, del ritorno in campo. Ma anche di un possibile nuovo ruolo per l'Inter: quello di mezzala.

  • IL RIENTRO CON GOAL

    "Io neanche me l'aspettavo. L’infortunio è stata una botta durissima, riuscire a trovare spazio e segnare va oltre i desideri che avevo prima della partenza. A me bastava solo tornare a essere un calciatore. Anche se ho sofferto tanto, in questo intervento al crociato vedo quasi del buono. Mi ha aiutato a maturare e a migliorare dove serviva: sono diventato più completo come persona e come calciatore. Mi sento più forte muscolarmente e nella mentalità, più motivato di quanto fossi prima".

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  • IL RUOLO PREFERITO

    "In teoria, sono un trequartista, un enganche come si dice in Argentina. Ma è difficile oggi trovare squadre che giochino con uno dietro alle punte, per questo i giocatori come me si spostano spesso sulla mezzala. Forse in futuro mi vedo in questa posizione, magari con proiezione offensiva".

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  • LA POLITICA DELL'INTER SUI GIOVANI

    "È un buon momento, magari ci “vedono” di più rispetto a quanto capitava prima e poi adesso c’è Chivu, abituato a lavorare con i ragazzi e a lanciarli. Noi dobbiamo solo spingere al massimo per avere le nostre chance: se le meriteremo, arriveranno. Ma ricordandoci sempre che questa è l’Inter: con tanti campioni non è mai facile emergere e, a volte, è necessario farsi le ossa altrove per poi tornare".

  • IL FUTURO

    "Se andrò di nuovo in prestito? Non so, è presto per parlarne, ora c’è il Mondiale e poi il ritiro della prossima stagione per stare in gruppo. Qualunque sarà la soluzione, so che l’Inter crede e ha sempre creduto in me, come Chivu.

    La prima volta che ho parlato con lui? Avevo 16 anni, era gennaio: mi ha chiamato in Primavera sotto età e subito mi ha fatto esordire. Mi ha dato fiducia dal primo istante, lo ringrazierò sempre. Ora che l'ho ritrovato, è cambiato, in meglio: con gli anni ha fatto più esperienza da tutti i punti di vista e ha un grande staff che lo aiuterà. A me chiede quello che chiedeva prima: vuole che giochi felice, che mi diverta e, magari, che vada più al tiro".

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  • QUANDO MESSI DISSE DI LUI: "DIVERSO DAGLI ALTRI"

    "È stato incredibile, ma in quel momento non me ne rendevo conto perché tutto andava veloce. Quando stai male, invece, ripensi alle cose belle: durante la riabilitazione, per tirarmi su, tornavo ad ascoltare quei complimenti. Ricordo quando mi chiamò prima della Coppa America. Un giorno vorrei indossare di nuovo la maglia della nazionale".

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